Appennino Emiliano: Anello del Lago Santo e Monte Marmagna

20 maggio 2018 - 12:18

Appennino dell’Emilia Romagna, un crinale ricco di laghi. Tra questi il Lago Santo

Il bosco lambisce la riva del più ampio invaso naturale dell’Appennino settentrionale, il Lago Santo, dove sorge anche lo storico Rifugio Mariotti, raggiungibile in poco meno di un’ora di cammino da Lagdei.

Il susseguirsi di creste rocciose e lastroni levigati è ingentilito dalle spettacolari fioriture che caratterizzano un’area dal grande valore naturalistico e paesaggistico: il “Crinale dei laghi”.

Il Monte Marmagna mostra un versante toscano aspro e ripido, più morbido e digradante quello parmense. Costeggiando la boscosa Valle della Riserva Statale di Guadine Pradaccio, si scorgono le Capanne di Badignana, vecchio alpeggio oggi adibito a bivacco. Occhi di cielo emergono poco più in basso: il Lago Bicchiere, i Lagoni, incastonati nella faggeta ai piedi della Rocca Pumacciolo, il Lago Scuro che ospita un laboratorio utilizzato dall’Università di Parma per monitorare i fragili ecosistemi dell’invaso.

Il saliscendi accompagna l’escursionista sul Monte Sillara (m 1859) e i vicini laghi omonimi. Al Passo del Giovarello si inizia a scendere sul lato emiliano toccando il modesto Lago Martini, poi un ripido valloncello pietroso porta al Bivacco Cagnin, si perde quota nel bosco lambendo il Lago Verde e il bacino artificiale del Ballano, accessibile anche dalla Val Cedra. Da qui si raggiunge Prato Spilla con una comoda passeggiata nella faggeta. Gli specchi d’acqua restano una costante della dorsale, il Lago Verdarolo, il Lago Scuro e il Lago Squincio, fino al Passo del Lagastrello, crocevia naturale delle ippovie di tre province.

Tenendo la destra rispetto al Rifugio Lagdei s’imbocca il segnavia nr 727, per poi salire su un’ampia mulattiera fino all’incrocio con il sentiero nr 723, che si prende a sinistra, proseguendo fino alla conca del Lago Santo, sulle cui rive si trova il Rifugio Mariotti (m 1508). Si contorna il lago fino alla vecchia Peschiera per poi allontanarsi dallo specchio d’acqua, entrare nel bosco, oltrepassare una grande placca rocciosa e camminare nella penombra dell’abetaia (e non pineta come indicato) sino ad un crocevia: a sinistra il sentiero nr 723 segue la GEA (indicazioni per Sella del Marmagna e Monte Marmagna).

Dopo pochi metri si prende a sinistra verso il Passo delle Guadine, ai bivi si tiene sempre la sinistra, guadato un piccolo corso d’acqua si sale nel bosco arrivando alla piccola radura di Sella della Sterpara. Seguendo sempre il sentiero nr 719 si guadagnano le praterie sottostanti il Monte Aquila, in vista del Passo delle Guadine. Si attraversano le pietraie e proseguendo in diagonale si arriva al valico (m 1687), interessato dal sentiero nr 00 di crinale.A destra si raggiunge il Monte Aquila (m 1780), dalla vetta si scende alla sella omonima, si abbandona a destra il sentiero che scende a Sella della Sterpara a favore di quello che sale a sinistra (cartelli CAI per il monte Aquilotto), verso la cresta dentellata del monte. Si passa accanto agli intagli di cresta dell’Aquilotto, guadagnata la cima si perde quota verso la Sella del Marmagna e seguendo il crinale si raggiunge la grande croce della vetta, il punto più alto dell’escursione (m 1851).

Dal Monte Marmagna si scende fino alla Sella del Braiola per poi risalire fino alla cima (m 1821). Il crinale piega decisamente verso nord, in 10 minuti si arriva alla bocchetta dell’Orsaro (m 1725), per poi scendere sul versante toscano e salire fino al punto in cui i prati si appianano. Tornati sul filo di cresta si segue il segnavia nr 00 per poi perdere quota ed entrare nel bosco. Con un lungo tratto in discesa si raggiunge una traccia marcata che s’imbocca a sinistra per la Foce del Monte Fosco, si piega a destra sul sentiero nr 725° fino al Rifugio Lagdei.

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