Alpi Giulie: Anello delle malghe del Montasio

20 maggio 2019 - 12:06

Percorsi tre le malghe dei Piani del Montasio 

Un itinerario da percorrere con le ciaspole ai piedi, alla scoperta di un altopiano custode della tradizione dei formaggi prodotti nelle malghe.

All’estremo lembo orientale d’Italia, la regione friulana è cinta a nord da una chiostra di monti, confine geografico con l’Austria: sono le Alpi Carniche Orientali, naturale prosecuzione delle montagne venete e altoatesine. L’alto corso del Tagliamento le separa, più a sud, dalle Prealpi Carniche, il cui nome non deve indurre in errore: pur sorelle minori delle Alpi, comprendono anch’esse rilievi selvaggi e ragguardevoli altezze. Più a est si trova il territorio delle maestose Alpi Giulie italiane, digradanti a sud verso le Prealpi omonime. Ricche di peculiarità naturalistiche e storiche, le Carniche e le Giulie sono le due realtà facenti parte del vissuto di ogni escursionista che si rechi in Friuli.

L’ampio terrazzo dei Piani del Montasio si estende tra i 1500 e i 1600 metri di quota su uno zoccolo alla testata della val Raccolana, ai piedi del maestoso Jôf di Montasio. L’altopiano è da secoli sfruttato per l’attività zootecnica ed è qui che ha trovato origine la produzione del noto formaggio. Alcune delle malghe che s’incontrano sono ancora monticate.

LA DESCRIZIONE DELL’ITINERARIO

Dal parcheggio, osservando la pista da sci, ci si dirige a sinistra oltrepassando la Caserma della Finanza. Dopo poco s’imbocca una larga mulattiera che si allontana in moderata salita nel bosco, innestandosi in breve sulla rotabile per i Piani del Montasio.

La presenza dell’asfalto sotto la coltre nevosa è tradita solo da qualche cartello stradale che emerge qua e là. Inizia ora la lunga risalita verso i Piani, dapprima all’interno del bosco e poi in ambiente via via più aperto, fino a quello che d’estate è il parcheggio ufficiale (m 1502). Esaurita la vegetazione arborea, la visuale si apre verso il gruppo del Montasio che domina a nord questo tratto dell’altopiano. Prendiamo ora a destra (CAI 624) la pista che sale al rifugio Di Brazzà, piegando di nuovo a destra, poco sopra, verso il gruppo delle casere Parte di Mezzo. Inizia qui il bellissimo e panoramico traverso che ci condurrà alle casere Cregnedul lungo un itinerario sospeso tra le creste del Montasio a nord e la dorsale del Canin a sud.

Sotto di noi Sella Nevea, punto di contatto tra val Raccolana e val Rio del Lago. Presto sfioriamo le casere Parte di Mezzo (m 1552) poste al centro dei Piani, ai piedi di un lungo costone che discende dal Foronon del Buinz. In caso di abbondanti nevicate, quella che d’estate è una comoda pista sterrata, tende in inverno a scomparire nella coltre nevosa.

Tuttavia, seguendo le numerose tracce di passaggio, non dovrebbe essere difficile individuare la prosecuzione, in leggera discesa, verso le casere Larice, edificate in un punto privilegiato, posto proprio sul ciglio di un marcato costone. Con lievi saliscendi, intercalati da qualche macchia di bosco, perveniamo alle casere Cregnedul (m 1515), poste al margine di un’ampia radura. Un ultimo sguardo al panorama è d’obbligo prima di rientrare definitivamente nel bosco di abete rosso e larice. Per il rientro si utilizza ora la recente pista forestale che scende direttamente a Sella Nevea.

Con un paio di ampi tornanti la pista sembra allontanarsi verso est ma poi con una lunga diagonale ci si orienta nella giusta direzione riportandosi nei pressi della pista da sci. Se questa non è in funzione, la si può utilizzare per scendere direttamente, altrimenti occorre proseguire nel bosco, destreggiandosi tra le varie direzioni fino a rientrare al parcheggio.

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