Sudtirolo: attraverso la Val di Fosse

20 maggio 2017 - 12:37

Lungo il percorso s’incontrano alcuni masi, le tipiche costruzioni rurali su cui si è basata per secoli la vita contadina in Sudtirolo.

Maggioranza sul proprio territorio e minoranza in Italia, forte di una grande unità pur con una popolazione dalle origini disparate, oggi la il popolo tirolese rappresenta un esempio di civiltà e di coraggio nell’affrontare soprusi di ogni genere e continui tentativi di deculturazione, mantenendo una forte identità che non significa isolamento ma orgoglio per il proprio passato e amore per la tradizione.

L’itinerario è lungo ma non difficile, affascinante per la visuale che offre. Bisogna prestare attenzione all’equipaggiamento: è importante munirsi di attrezzatura da montagna adatta a rovesci e gelate.

L’escursione inizia al maso Casera di Fuori – Vorderkaser ubicato nella Val di Fosse, costruito nel XIII secolo secondo lo stile tradizionale. Da qui si prosegue su un largo ma leggermente ripido sentiero per giungere prima a Casera di Mezzo (m 1954), poi a Rableid (m 2004) e infine al maso Gelato (m 2070).

Queste malghe sono aperte solamente d’estate.

Superato il maso Gelato si prosegue sul sentiero, inizialmente pianeggiante e poi a tornanti, salendo alla vicina malga Cave di Vernago (m 2056, non più gestita). Qui un’insegna in bronzo ricorda che sono state rinvenute alcune pietre focaie dei cacciatori dell’Età della Pietra. Alle Fosse e sul Gurgler Eisjoch (m 3152) invece, fino all’estate di pochi anni fa, si poteva assistere al passaggio delle mandrie di pecore verso la Borgurgl.

Seguendo ancora l’itinerario principale si raggiunge il passo Gelato (m 2895) con il suo bellissimo panorama ed infine il rifugio Petrarca all’Altissima (m 2875), una baita in splendida posizione, aperta solo d’estate. Lo stesso sentiero percorso a ritroso conduce al punto di partenza.

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