Cicloturismo: Naviglio Pavese

20 febbraio 2017 - 12:27

Una trentina di chilometri in rettilineo da Milano a Pavia. Il lento fluire delle acque si alterna all’impeto improvviso dei salti delle chiuse, così come le zone rurali e le strutture di archeologia industriale.

Questi gli elementi che caratterizzano il Naviglio Pavese: un canale lombardo, ma dalle origini quasi internazionali, i cui lavori iniziarono nel XIV secolo, ad opera dei Visconti di Milano. Il fine era quello di collegare Milano con l’Adriatico, tramite il Ticino e il Po, in modo da controllare gli ingenti traffici.

Si inizia da Pavia, alternando tratti asfaltati ad alcuni brevi sterrati, sempre agevoli e percorribili anche senza mountain bike. Interessante la continua contrapposizione tra chiuse e casotti di controllo delle acque, con campi e pioppeti, che caratterizza tutto il paesaggio. Le chiuse sono numerose, in quanto il dislivello in discesa aumenta sino al Ticino. Si continua fiancheggiando zone agricole con alcune risaie. Si tocca Borgarello, giungendo poi a Certosa, dove vale la pena deviare dall’alzaia per una sosta al monumento della Certosa, già visibile, tra gli alberi, dal ponte nei pressi dell’imponente struttura dei “Mulini Certosa”, testimonianza d’archeologia industriale.

 Si prosegue ammirando caratteristici ponti in legno, pietra e, soprattutto, i pedonali in ferro, peculiarità del Naviglio Pavese. Sul corso del Naviglio si notano parecchie chiuse, piccole e poste lateralmente, per regolare il flusso d’acqua che alimenta l’irrigazione, la funzione attuale del canale. Si superano Giovenzano, Giussago e Casarile, nel parco Agricolo Sud, fino a Binasco. Dopo Badile si giunge a Moirago, entrambe frazioni di Zibido San Giacomo, dove si può osservare Cascina Salterio e una chiusa con la casa del guardiano delle acque.

A differenza del Grande e della Martesana non ci sono vere e proprie ville. La Cascina Salterio però ha un’architettura interessante, con arcate, loggiati e una struttura originaria del Trecento. Si giunge quindi a Rozzano, con la conca con un salto di circa 3,60 metri, una delle più alte. Volendo è possibile proseguire, anche se ormai siamo quasi a Milano città. Si prosegue verso Milano, con alcune chiuse in pessimo stato, prestando attenzione ai tratti di strada non chiusi al traffico.

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