10 maggio 2020 - 12:13

Sacra, quasi magica, paragonata da Dante al monte del Purgatorio, la Pietra di Bismantova rappresenta una meta ideale per avvicinarsi alla montagna più vera, quella protetta e tutelata dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, dove boschi selvaggi, creste rocciose, brughiere e praterie di alta quota si offrono a svariate pratiche outdoor.

Al gir d’la Preda è un facile e appagante percorso circolare su strada asfaltata che attraversa borghi interessanti come Carnola, Vologno, Maro, Casale, Campolungo; il tracciato permette di vedere la rupe da tutte le angolazioni, lambendo campi agricoli, ruscelli e rade macchie di quercia.

La prima deviazione conduce alla base della Pietra di Bismantova, da dove parte un facile sentiero che porta alla sommità della rupe che domina la Valle del Secchia e dove lo sguardo spazia verso le cime più lontane, come il Cimone, il Cusna, il Ventasso e Alpe di Succiso.

Il tratto di Carnola-Vologno fa parte del percorso “Il Cuore nel Parco”, istituito dal Parco Nazionale in collaborazione con Ausi Reggio Emilia e l’associazione “Il cuore della montagna” per la riabilitazione dei pazienti cardiopatici; questo percorso, lungo 3,7 chilometri, inizia dopo aver oltrepassato l’incrocio tra Carnola e Ginepreto e segue la strada verso Vologno.

Lungo Al gir d’la Preda si transita di fronte alla latteria sociale di Carnola e una breve deviazione consente di arrivare all’azienda agrituristica “Il Ginepro”, Centro Visita del Parco.

Presso la Chiesa di Ginepreto s’incrocia il sentiero dedicato all’illustre scienziato Lazzaro Spallanzani che attraversa la provincia da Scandiano al crinale e San Pellegrino in Alpe.

Proseguendo il periplo della Pietra ci si immerge nel paesaggio agreste fino ad incontrare la bella Chiesa di San Prospero a Vologno, posta in perfetta posizione panoramica sui fianchi boscosi della valle dei Gessi Triassici, mentre nelle località di Maro e di Casale di Bismantova si possono effettuare delle soste presso le rispettive latterie sociali.

Superato l’abitato di Campolungo si rientra a Castelnovo nè Monti passando per la sua bella pieve.

 

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