20 maggio 2017 - 12:59

Presule è una frazione di Fiè allo Sciliar, famosa per il suo castello, splendido esempio di arte gotica la cui realizzazione risale ai tempi di Massimiliano I d’Asburgo nel 1517, come scritto sopra il portale d’ingresso. In realtà i signori di Fiè, amministratori dei vescovi di Bressanone, eressero il maniero già nell’anno 1200.

Il più famoso proprietario è stato il conte Leonhard von Völs (1458-1530), che visse nel momento di massimo splendore del castello. Anche il poeta sudtirolese Oswald von Wolkenstein vi soggiornò per qualche tempo. In italiano è talora indicato come Castel Colonna. Dal 1804 al 1978 il castello cambiò molteplici volte la proprietà e visse alcuni periodi di decadenza seguiti anche da periodi di restauro. Alla fine però il castello fu abbandonato a se stesso. Solo nel 1981 un gruppo di appassionati fondò il Kuratorium Schloss Prösels S.r.l., e iniziarono così i lavori di ristrutturazione che durarono fino al 1982. Nei mesi dell’estate, si possono effettuare visite guidate. Inoltre vengono spesso effettuate anche numerose manifestazioni.

Il percorso inizialmente pianeggiante, attraversa un bosco di pini al “Riefer Keller”. Al maso Riefer si supera una piccola cappella dedicata alla Madonna. Oltrepassati i masi Flunger e Dosser si prende la stradina a destra diretta verso il maso Zalter. La traccia sale a sinistra nella penombra di un bosco misto e castagneto per poi scendere rapidamente verso il maso Faust, da dove riprendere quota a sinistra. Dopo un breve tratto di strada asfaltata si segue a destra la via che porta al maso Tommele. Entrati in un bosco misto si oltrepassa un’altra cappelletta dedicata al S. Urbanus, si lascia a destra il maso Gmoaner Hof e tra colture di mele si arriva all’albergo Prackfol. Il sentiero a destra sale al maso Gschtatscher, attraverso prati e vigneti si guadagna il maso Innerperskol e, oltrepassata la piccola cappelletta del S. Floriano (m 1736), si giunge al maso Zoar. La stradina asfaltata conduce al bellissimo maso Front, costruito in pietra arenaria, e al vicino maso Finger. Un sentiero piuttosto stretto attraversa una foresta di latifoglie e una piccola vallata del torrente Zien; guadato il corso d’acqua tramite un ponticello di legno si risale fino alla strada asfaltata. La si supera attraverso un sottopasso, si segue un viottolo a sinistra per poi camminare attraverso bellissime praterie fino a Santa Caterina. Di fronte alla chiesetta si trova l’ultimo vecchio leggiadro maso dell’itinerario, il maso Michaeler.

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