Itinerari nella riserva naturale di Monterufoli Caselli

20 maggio 2017 - 13:17

Monterufoli, un paradiso per fauna e flora

Un percorso nella Riserva di Monterufoli che impressiona per la bellezza e per numerose attrattive. Passiamo da una ricca zona boschiva ad una più aperta nei pressi di una vecchia miniera di lignite. Durante il tragitto incontriamo tre vecchi ponti sul torrente Ritasso che servivano la ferrovia addetta al trasporto del materiale estratto dalla miniera.

L’itinerario coniuga le maggiori attrattive della zona e si svolge interamente nella Riserva di Monterufoli, un’oasi verde popolata da innumerevoli specie animali e floreali. Oltrepassato il ponte sul torrente Sterza affrontiamo due curve, con la seconda ampia, che mostra verso sinistra l’inizio del percorso segnato su di una sbarra in ferro.

La prima parte si snoda nel bosco e non presenta particolari difficoltà di orientamento essendo ben segnata. Percorriamo il sentiero principale tenendo la destra al primo bivio, mentre successivamente manteniamo la direzione accogliendo altri piccoli percorsi che si immettono sul nostro.

Proseguiamo alternando brevi salite ad altrettante discese fino a percorrere un tratto confinante con un podere con gli animali al pascolo. In pochi minuti, uscendo per un attimo al sole tra la vegetazione più bassa, arriviamo su di un ampio sentiero che percorriamo verso destra in leggera discesa.

Arriviamo così in area dove è ben visibile un casottino in legno, in prossimità di un ampio slargo confinante con la provinciale. Accanto alla struttura in legno parte un sentiero in salita che dobbiamo prendere per abbandonare poco dopo procedendo verso destra, all’altezza di una curva a gomito. Scorgiamo tra la vegetazione i colli con i poderi che stanno attorno alla riserva di Monterufoli e in meno di dieci minuti dobbiamo trovare un sentiero che alla nostra destra si infila nel bosco, in discesa.

Si tratta di un bivio segnato, con entrambi i segnavia presenti sul territorio, ma a cui bisogna prestare molta attenzione. Puntiamo decisi il fondo valle dove arriviamo in pochi minuti, congiungendoci ad un comodo percorso che segue il vecchio tracciato di una ferrovia utilizzata per trasportare il materiale estratto dalla miniera di lignite.

Il sentiero proviene da un vecchio ponte in pietra (sul quale è vietato salire), il primo dei tre che incontreremo e che facevano parte del tracciato della linea ferroviaria che serviva la miniera. Proseguiamo e troviamo un bivio, segnato sulla sinistra, che ignoriamo.

Nonostante la segnaletica dobbiamo andare a destra e passare accanto ad una vecchia costruzione diroccata, prima di immergerci nel bosco. Abbiamo lasciato il primo ponte da circa dieci minuti quando troviamo il secondo, in prossimità del quale guadiamo il torrente Ritasso, sempre seguendo la segnaletica.

Risaliamo ripidamente sul versante opposto per trovare il sentiero a mezza costa che, verso sinistra, conduce alla miniera e prosegue parallelo al corso del torrente. In prossimità del terzo ponte, a circa un quarto d’ora dal secondo, attraversiamo il corso d’acqua e proseguiamo dritti fino ad incontrare il Ritasso per l’ultima volta.

Sempre guidati dalla segnaletica oltrepassiamo il rio ed arriviamo nei pressi del podere la Pompa, dove ci immettiamo sulla provinciale, che percorriamo verso sinistra per tornare al punto iniziale del percorso.

Dopo un primo tratto nel bosco percorriamo il tracciato di un’antica ferrovia utilizzata per il trasporto dei prodotti delle miniere che andiamo ad incontrare durante il nostro tragitto. Ancora sono visibili, e di grande impatto visivo, tre vecchi ponti sul torrente Ritasso.

La parte finale corre parallela al rio, e lo incrocia per tre volte costringendoci a facili guadi.

Arrivati in prossimità del podere la Pompa procediamo verso sud fino a tornare al punto di partenza.

 

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Trekking: l’allenamento dell’escursionista

Cosa bisogna mangiare per camminare bene?

Trekking nell’appennino: camminare ad Amatrice