Montevecchia, la “vetta” del Parco del Curone

20 maggio 2017 - 12:42

VALLE DEL CURONE, UN’AREA VERDE VICINO A MILANO

Il Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone è un vero e proprio polmone verde situato a breve distanza da Milano, fra le colline della Brianza. In un’area che negli ultimi decenni ha conosciuto una fortissima urbanizzazione, varcare i confini di quest’area verde è quasi come fare un improvviso salto nel tempo: villette a schiera, capannoni e fabbriche improvvisamente scompaiono lasciando il posto a boschi, prati, filari di vigne e antiche frazioni rurali. La chiesa di Montevecchia, dall’alto della collina sembra fare da sentinella, vegliando affinché nessuno infranga questa piccola magia…

Il percorso che proponiamo parte dalla stazione ferroviaria di Cernusco, dove si attraversa il passaggio a livello per imboccare via Porta sino alla provinciale, che si supera (attenzione, è molto trafficata!) e si costeggia per un brevissimo tratto in discesa, fino alla cascina Molinazzo.

Qui si prende, a destra, il sentiero che conduce in località Passone dove si trova la mulattiera che sale in località Butto. Camminando lungo via Belvedere si arriva sull’ampia dorsale sommitale della collina. Basta una piccola deviazione sulla sinistra per entrare nella piazzetta di Montevecchia e salire alla chiesa dove lo sguardo spazia sull’orizzonte dalle Alpi alla pianura. Si torna sui propri passi percorrendo un breve tratto di via Alta Collina, fino al parcheggio (sulla destra) dove parte la sterrata che scende nel bosco verso la cascina Ca’ del Soldato, sede del piccolo museo (aperto la domenica) nel quale vengono proposti i diversi ambienti che caratterizzano il territorio del Parco, oltre agli oggetti della civiltà contadina.

Dalla Ca’ del Soldato, si imbocca il sentiero che scende alla Cascina Ospedaletto. Lungo il percorso si incontra un torrentello caratterizzato da bizzarre formazioni calcaree. E’ il fenomeno delle sorgenti pietrificanti, che si manifesta lungo i corsi d’acqua ricchi di carbonato di calcio, che si accumula e consolida sulle superfici bagnate. Seguendo il sentiero si risale il costone e si passa a fianco delle cascine dell’azienda agricola “La Costa” (una delle case vinicole che più hanno contribuito al rilancio della produzione locale).

Siamo ormai sul versante solatio della valle e il bosco umido ha lasciato il posto ai ronchi coltivati a orto e a vite. L’itinerario raggiunge cascina Galbusera Nera, esempio di antico insediamento rurale, oggi ristrutturata e adibita a prestigiosa sede per feste e cerimonie. Dietro la cascina risale la sterrata che porta verso la sommità del costone. Siamo all’abitato di Monte, ma, prima di inoltrarci per le vie del paesino, non possiamo mancare la visita alla collinetta dove svettano alcuni cipressi disposti a cerchio, piantati nell’800 dalla famiglia D’Adda Busca per segnare il confine dei propri possedimenti. Forse non sarà la cima di una piramide dimenticata, come sostengono gli amanti del mistero a tutti i costi, ma è un luogo suggestivo, da dove si gode uno dei panorami più belli sulla valle.

Da Monte si scende percorrendo via Sant Ambrogio e poi Via Ca Bianca, che diviene sterrata e si inoltra fra i campi. Arrivati all’incrocio con via Spiazzo la si segue verso sinistra, entrando nella frazione di Beolco e da lì, con un’altra ventina di minuti di cammino (percorrere via Aldo Moro) alla stazione ferroviaria di Olgiate Molgora.

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