Montagne d’altri tempi: il Parco Veglia-Devero, l’Alpe Forno e l’Alpe della Valle

20 maggio 2016 - 14:27

In un ambiente alpino estremamente scenografico, fatto di piccoli alpeggi e grandi morene, ampi pascoli e laghi dove le cime riescono a specchiarsi, i Parchi Naturali Veglia-Devero e Val Grande invitano a sintonizzarsi sui ritmi della natura.

Dal 1990 il Parco Veglia-Devero tutela i due grandi alpeggi delle Alpi Lepontine Occidentali. Veglia è l’Alpe della luce, protetta da un grande anfiteatro di montagne solitarie e selvagge, sorprende per i suoi ampi pascoli che il sole ama spesso visitare. Ad abbracciare le grandi conche prative pensano i lariceti, fantasia di gnomi nascosti tra i fiori rosa acceso dei rododendri o in mezzo alle piantine punteggiate dal viola scuro dei mirtilli. All’Alpe si arriva solo dopo due ore di cammino, lungo la mulattiera del Nembro, ma in inverno l’accesso è negato dalla neve. Grazie alla particolare condizione di isolamento l’alpeggio, con le sue tradizionali case in pietra, si preserva così intatto, insensibile alle alterazioni dello scorrere del tempo.

Devero è conosciuta come l’Alpe del sorriso, per la fantasia delle sue fioriture estive che riempiono di colori i pascoli in quota. Qui sembra avverarsi l’impossibile, circa cinquecento specie sono ospiti di questo grande giardino botanico naturale, molte delle quali prevedono fioriture in periodi differenti dell’anno. Ma l’Alpe regala agli escursionisti la sua magia: insolite condizioni climatiche rendono possibile una fioritura contemporanea, il sorriso variopinto e festoso di Devero. Lo splendido alpeggio vanta inoltre un eccezionale rapporto uomo-montagna; l’uomo ha bonificato l’area, poi ha iniziato a viverla costruendo piccole baite di pietra e a condurre il proprio bestiame nelle ampie conche, sempre in punta di piedi, facendosi parte della natura, attento a non alterare preesistenti equilibri.

L’ITINERARIO: L’ALPE FORNO E L’ALPE DELLA VALLE

Da Alpe Devero si giunge a Crampiolo seguendo il sentiero presso il Rifugio Castiglioni. Vicino alla chiesetta del villaggio si imbocca la mulattiera che si innalza sulla destra costeggiando poi il Lago Devero. Superati due ponti si sale con dei tornanti e, attraversando una zona boscosa, si giunge in una valletta, Canaleccio, con vista sul gruppo del Cistella e dell’Arbola. La mulattiera prende quota con ampi tornanti fino all’Alpe Forno Inferiore, dove un cartello indica la direzione per l’Alpe della Valle (m 2083) che si raggiunge, senza sentiero obbligato, attraversando ampi pascoli in zona pianeggiante, con spettacolo sulle cime dell’Alpe Devero.

Dall’Alpe della Valle si prosegue in direzione del Cistella, superando il Monte Corberans sino a giungere all’Alpe Sangiatto e all’omonimo lago. Da qui si scende all’Alpe Devero, lungo il sentiero, in estate, e, attraversando il bosco di larici, in inverno. Nella stagione fredda questo itinerario, lungo, va percorso con neve stabile (soprattutto il tratto dal Lago Devero al Canaleccio) e richiede buone capacità di orientamento, soprattutto tra Alpe Forno e Lago Sangiatto.

Punti di appoggio
Rifugio Castiglioni (m 1640) / Cai Gallarate / Tel. 0324.619126 (gestore) / 25 posti letto

>> In questo articolo puoi trovare tutti i percorsi trekking in piemonte, oltre alla descrizione dei suoi territori più affascinanti 

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Monte Cusna: il gigante buono del Parco

La Pista ciclabile dell’Adige: Trento – Rovereto – Borghetto

Passeggiata al Lago di Braies