Sud Tirolo: 4 luoghi da visitare in Val Racines e Ridanna in Alto Adige

Non lontano da Vipiteno, nel cuore della Valli Racines, Ridanna e Giovo, visitiamo 4 luoghi da non perdere, gioielli incastonati tra le Dolomiti: le Gole di Stanghe o Gilfenklamm, il Castello di Wolfsthurn, la chiesa di Santa Magdalena e le miniere di Monteneve.

2 settembre 2021 - 16:00

La natura selvaggia dell’Alto Adige – Sud Tirolo: Racines, Ridanna e Giovo

Le piccole valli di Racines, Ridanna e Giovo, custodiscono piccole gemme di natura, cultura e tradizioni che si arrampicano a ventaglio sulle pendici maestose delle Alpi Breonie.

Siamo al confine con il Tirolo austriaco e il tempo pare essere rimasto immobile, imprigionato al ritmo delle stagioni, dei loro profumi e colori.

A qualche chilometro dalla barriera autostradale di Vipiteno, l’atmosfera alpestre di Racines avvolge, con i suoi tesori, chiunque si avventuri alla scoperta di questo angolo suggestivo di Alto Adige.

Un cocktail di ricchezze naturali.

Prima tra tutte un sottosuolo carico di minerali, che fin dall’antichità ha attirato l’interesse degli uomini e favorito gli insediamenti stabili.

Ma anche cultura, tradizioni ancora vive e visibili nelle chiese e nei castelli.

E poi la natura, le rocce disegnate dall’acqua.

E allora partiamo alla scoperta di quest’angolo del Sud Tirolo.

Gilfenklamm, trekking nelle meraviglie d’acqua di Racines

Lasciato alle spalle Vipiteno, comincia il nostro itinerario alla scoperta di questa incantevole vallata alpina, protetta come una gemma da una corona imponente di bastioni di pietra e ghiaccio che superano i tremila metri.

A pochi chilometri dal casello autostradale incontriamo l’abitato di Stanghe.

Si nasconde un vero e proprio capolavoro naturalistico, realizzato nel corso di milioni di anni dalle acque del Rio Racines.

Più di un secolo fa, nel 1898, veniva inaugurato, intitolandolo all’allora imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, un fantastico percorso sospeso a cavallo di uno dei monumenti naturali più spettacolari del Sudtirolo: la forra Gilfenlklamm o Gole di Stanghe.

La gola è probabilmente l’unico orrido al mondo interamente scavato dall’acqua in un gigantesco blocco litico di
purissimo marmo.

Nelle ore centrali della giornata, il sole riesce a penetrare nell’abisso.

Colpita dai raggi di luce, la pietra cristallina si incendia con luccichii colorati che risaltano sul candore del marmo e sulle pozze verde smeraldo formate dall’acqua nel suo precipitare impetuoso.

Le strozzature verticali, larghe anche meno di un metro, creano suggestive cascate.

Fin dalla loro inaugurazione, le cascate di Stanghe divennero un’attrazione turistica.

Anche fuori dall’ambito locale, se, come raccontano le cronache “nell’anno 1900 la forra “Kaiser Franz Joseph Klamm” potè contare migliaia di visitatori, che pagarono ognuno 50 centesimi!”.

Oggi quello stesso sentiero scavato nella roccia, migliorato e reso ancora più spettacolare da scale, ponti sospesi sul vuoto e cunicoli, permette di superare in poco meno di un’ora i 175 metri di dislivello che da Stanghe si arrampicano nell’angusta gola verso il paese di Racines.

Tutt’intorno sono segnalati facili sentieri che immersi in una natura rigogliosa e ancora in gran parte incontaminata valgono da soli un viaggio fin qui.

Info: Associazione Turistica Racines
Tel. 0472760608;
e-mail: info@ratschings.org

Il Castello Wolfsthurn: un gioiello tra le montagne

Imboccata la strada in direzione Ridanna, in breve si raggiunge la frazione di Mareta, dominata dal “più bel castello barocco del Tirolo”: Schloss Wolfsthurn.

Il maniero dalle 365 finestre, splendido esempio di architettura settecentesca, dal 1996 è sede del Museo Provinciale della Caccia e Pesca.

La Mostra delle arti venatorie non segue criteri legati alla storia naturale, evidenzia invece la componente culturale legata a queste attività, elemento cardine negli usi e costumi delle popolazioni locali.

Una magnifica collezione di armi antiche, imponenti trofei di caccia del XVI e XVII secolo e diorami molto ben allestiti conducono i visitatori in un viaggio nel passato, quando la caccia rappresentava ben più di un semplice hobby.

Nel piano interrato sono state allestite sale interattive.

Giocando con le installazioni, si prende confidenza con le caratteristiche più rappresentative dei grandi animali di queste foreste, dal lupo all’orso, dal cervo all’aquila.

Al secondo piano dell’ala visitabile del castello sono in esposizione alcuni degli arredi originali, le effigi dei nobili che nei secoli si sono succeduti alla guida del castello e delle loro consorti.

Bellissimi gli arazzi dipinti a tempera raffiguranti per lo più scene di caccia, quasi a dimostrare la “vocazione venatoria” dello splendido edificio.

Durante l’estate, il castello si trasforma in un palcoscenico d’eccezione, ospitando nell’antico salone per i balli concerti di musica classica.

Per maggiori informazioni su orari e visite
Info: 0472758121
e-mail: jagdmuseum@provinz.bz.it

Santa Magdalena: la chiesa immersa nelle Dolomiti

Il sentimento religioso delle popolazioni valligiane ha caratterizzato per lunghi secoli la vita sulle montagne.

Ancora oggi è profondamente radicato nel cuore e nei pensieri dei montanari.

Nelle valli alpine è probabilmente impossibile percorrere anche pochi chilometri senza incontrare una cappella che svetta col suo campanile aguzzo sulla cima di una collina.

I prati tra Ridanna, Giovo e Racines non fanno eccezione.

Nel verde smeraldo dei prati si stagliano rustici monumenti religiosi sempre ben tenuti, testimonianza dell’attaccamento e della devozione dei residenti alle loro tradizioni.

Tra i molti segni della fede, la chiesetta di Santa Magdalena, costruita dai minatori di Monteneve nel
1482.

Si erge su una collina circondata da abeti e conifere.

Gioiello dell’arte tardogotica, è impreziosita da un pregevole altare a trittico, datato 1509, intagliato dal maestro di Vipiteno Mattias Stöberl.

È visitabile all’interno, per ammirare le rappresentazioni della santa cui è dedicata, insieme a San Giorgio e
San Laurenzio, da maggio a ottobre tutti i lunedì dalle 16.00 alle 17.00, e nei mesi estivi anche il venerdì dalle 10.00 alle 11.00 e la domenica dalle 16.00 alle 17.00.

Per gruppi organizzati è visitabile su richiesta contattando preventivamente l’Associazione Turistica Racines,
tel. 0472760608;
e-mail: info@ratschings.org

 

Schneeeberg, il tesoro delle miniere di Monteneve

Le miniere della val Ridanna rappresentano oggi, a livello europeo, uno dei più ricchi, completi ed interessanti siti museali ricavati da strutture paleoindustriali all’aperto.

Schneeberg fu la più grande miniera di piombo e zinco dell’impero Asburgico, fornendo tra l’altro alle casse imperiali i minerali metallici per coniare la moneta.

L’attività venne ripresa dalla precedente consuetudine dei Conti del Tirolo, anticamente proprietari di questo territorio, che fin dal 1237 producevano moneta con “l’argentum bonum de Sneberch”.

I giacimenti minerari di Monteneve, a cavallo tra la val Ridanna e la val Passiria, rimasti attivi fino al 1979, oltre alla longevità di quasi otto secoli possono vantare molti record.

Tra questi, quello della miniera più alta d’Europa, poiché i bacini di estrazione si trovano tra i 2000 e 2500 metri di quota.

Nonostante questo, la durissima vita dei minatori, sia per il rischioso lavoro che per le condizioni climatiche estreme, era migliore che in tanti altri paesi del fondo valle.

Nello sperduto paesino di alta montagna c’era infatti la scuola, una banda musicale, una filodrammatica e perfino un tiro a segno!

A Masseria si trovava l’impianto di arricchimento, dove il minerale veniva preparato per la fusione separandolo il più possibile dalla pietra sterile, processo fisico-chimico che in queste miniere venne sempre più perfezionato.

Nel 1871 tecnici audaci costruirono quello che forse è il più grande impianto di trasporto del minerale a cielo aperto su rotaia, 27 chilometri da Seemos a Vipiteno.

Solo dal 1925 una teleferica sostituì questo straordinario monumento dell’archeologia industriale, che ancora oggi è
sorprendentemente ben conservato e ospita un itinerario didattico.

Per maggiori informazioni 

Museo delle Miniere di Monteneve

 

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