La Via Borromea attraverso la Valle Cannobina: da Cannobio a Re

20 maggio 2018 - 13:07

Il percorso collega il Santuario della Madonna della Pietà di Cannobio con il Santuario della Madonna di Re, passando attraverso gli angoli più suggestivi della Valle Cannobina. Molti dei tracciati di questo itinerario fanno anche parte di percorsi di grande interesse regionale e nazionale, quali il “Camminaitalia” e la Grande Traversata (GTA) delle Alpi Piemontesi.

Dal lungolago, si attraversa il centro di Cannobio, fino a raggiungere il Santuario della Madonna della Pietà: lasciate le rive amene del lago e imboccata la pista ciclabile che costeggia il torrente Cannobino, si prosegue alla scoperta di Traffiume e dell’Orrido di Sant’Anna, per addentrarsi nel territorio montano della Valle Cannobina.

Il percorso viario storico, segnato dalla presenza di piccole cappelle devozionali, si è quasi integralmente conservato: per buona parte dell’itinerario si ripercorre la stessa strada che San Carlo Borromeo utilizzò per la sua visita alla Pieve di Cannobio.

L’intero percorso, dedicato proprio al santo e noto anche come “Circuito di San Carlo”, è la prima rete viaria documentata della Valle Cannobina.

Si prosegue, dunque, imboccando la mulattiera che da Traffiume porta a Cavaglio: lungo questo tratto, due modeste edicole ricordano l’episodio della mula che trasportava il Borromeo e che sbalzò di sella l’illustre pellegrino, il quale miracolosamente scampò al disastroso volo che gli sarebbe stato fatale.

Superato Cavaglio, volgendo in direzione ovest, si incontra in posizione panoramica l’oratorio di S. Maria delle Grazie: si prosegue dunque verso la frazione di Nivetta.

Da qui, una piccola deviazione verso Gurrone permetterebbe di ripercorrere esattamente le tappe della Via Borromea, passando da Spoccia, Orasso, Cursolo, Finero e Re.

L’itinerario procede invece verso Lunecco e Ponte Falmenta, che segnò il confine della Repubblica dell’Ossola, 10 settembre – 14 ottobre 1944.

Da qui il sentiero sale attraverso Prosegue dalla tappa precedente del Cammino., paese circondato dai suoi tradizionali castagneti e raggiunto solo dal 2001 dalle vie automobilistiche: questo isolamento ha permesso di conservare al meglio il nucleo originale dell’abitato e di preservare l’architettura locale.

Lasciato il paese di Crealla, si sale in quota attraverso un percorso tortuoso a gradinate e si raggiunge Falmenta, nella cui piazza sorge la Chiesa dedicata a San Lorenzo, posta su una terrazza panoramica.

Il percorso si snoda attraverso una bella mulattiera fino a Gurro. Proseguendo in direzione ovest, si percorre un tratto in salita tra piccole cappelle ed edifici rurali con dipinti votivi: si arriva in breve a Piazza e si discende rapidamente nella valle del rio Calagno.

Giunti a Daila, piccolo alpeggio ancora parzialmente utilizzato, si risale a Provola e si raggiunge Finero, attraverso il riale di Crèves, che segna il confine amministrativo tra Valle Vigezzo e Valle Cannobina.

Superato l’abitato di Finero, il percorso prosegue alla scoperta dell’Oasi naturale del WWF di Pian dei Sali, Passo Scopello e infine Re: qui sorge il Santuario della Madonna del Sangue, tappa conclusiva di questo itinerario.

TAPPE: consigliata la percorrenza in 2 tappe, da Cannobio a Falmenta (km 9,5), da Falmenta a Re (km 9)

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