Aspromonte: canyoning lungo il torrente Furria

20 maggio 2017 - 12:26

Il canyoning è uno sport montano che prevede la discesa o la progressione lungo torrenti racchiusi tra alte pareti di roccia mediante l’utilizzo di materiali e tecniche alpinistici

L’equipaggiamento minimo – considerando in primis, in assoluto, l’accompagnamento da parte di una guida specializzata – prevede la muta in neoprene da almeno 5 mm, scarponcini da trekking, caschetto e imbracatura comprensiva di discensori e connettori utili alla progressione. L’avvicinamento è di 50 metri, l’uscita presenta una salita con dislivello di 180 metri circa, le vie d’uscita sono due.

La progressione sul torrente Furria inizia presso la località Pesdavoli, sotto il ponte dove a sinistra della briglia è attrezzato un traverso con un punto intermedio e dietro un angolo di roccia la sosta con il primo salto di circa 7-8 metri. Il secondo salto, poco meno di 3 metri, è attaccato e presenta l’armo in alto a sinistra con accesso molto facile. Previo controllo della vasca che prevede una profondità di circa 2 metri è possibile tuffarsi. ù

Giusto pochi metri dopo c’è la prima via d’uscita, ossia il sentiero che raggiunge un vecchio mulino ben visibile sulla destra del torrente. Segue un tratto di circa 100 metri sul greto del torrente intervallato da piccole pozze sparse qua e là fino a raggiungere un saltino superabile in arrampicata, attrezzato ma non tuffabile.

Girato l’angolo a sinistra un terzo salto di circa 8 metri, grande apertura ma con la vasca poco profonda, tuffabile solo da esperti e previo controllo della stessa. L’armo è posizionato a sinistra e prevede una discesa assistita o in automoulinette fino alla sosta considerata non tanto comoda.

Il quarto salto è di circa 12 metri, attrezzato da entrambe le parti (ma a sinistra non più verificato da un anno); questa discesa è particolare perché è possibile entrare in un buco formatosi poco sotto la sosta e uscire completamente sotto l’acqua (poca) senza grossi rischi. L’ultimo salto, circa 10 metri, presenta sempre l’armo a sinistra, ma prevede la possibilità di effettuare una divertente teleferica anche se poco appoggiata alla parete: di fronte, infatti, a circa 30 metri esiste un ancoraggio ogni anno verificato a circa 2,5 metri di altezza.

Oltre questo salto si apre la valle, con la vista a destra del paese di Roghudi e a sinistra, dietro uno sperone di roccia, della confluenza con la cascata Mangusa (poco più di un rigagnolo che salta per oltre 45 metri) che segna la fine dell’escursione di canyoning: di fronte s’inerpica il sentiero (cautela: molto friabile) che porta sulla strada esattamente poco prima del ponte-parcheggio.

Alcuni dati:

Sviluppo
422 metri

Numero verticali
6

Periodo consigliato
da aprile a novembre

Portata d’acqua
50/100 l/s

Corde indispensabili
 2 corde da 50 metri

 

 

 

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