Il Parco del Pollino con le ciaspole: dal Colle dell’Impiso a Serra Crispo

Viaggio nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, su una delle cime del massiccio che supera i 2000 metri e rimane innevato da dicembre ad aprile: la Serra di Crispo

22 gennaio 2021 - 14:00

Il nome del luogo è tutto un programma e ha una spiegazione semplice: è qui che crescono i più bei pini loricati, eletti a simbolo dell’area protetta. Per il clima avverso invernale hanno assunto aspetto e forme spettacolari, simbolo della capacità della natura di resistere e sopravvivere alle condizioni più estreme.

Lo spettacolo che ne deriva è impagabile, un architettura di rami, neve e ghiaccio che lascia senza fiato.

Di colpo ci si ritrova in un ambiente da fiaba, tanto più se siamo fortunati a ciaspolare durante una bella giornata, con queste creature di ghiaccio che si stagliano contro il cielo blu cobalto del Sud.

Perché, ricordiamolo, questa meraviglia della natura che resiste all’inverno non si trova in qualche parco scandinavo, ma nel cuore del nostro meridione.

Verso il Colle Impiso

Lasciata l’auto al valico di Colle Impiso, ci si incammina su un sentiero evidente sulla sinistra.

Poco dopo la via comincia a scendere verso i Piani Vacquarro, dove si prosegue sulla strada lungo il torrente Frido, che scorre sulla sinistra.

Con le ciaspole ci si addentra subito nella foresta dominata dal faggio, ma è possibile trovare sporadicamente alcuni aceri di monte, aceri di Lobelius (endemici dell’Italia meridionale), maggiociondoli e abeti bianchi.

La strada comincia a salire e si giunge alla radura di Rummo. Qui, sulla sinistra, parte un sentierino che in pochi minuti porta alla sorgente omonima, anche se in inverno spesso è ricoperta da molta neve.

Dal Piano Rummo si prosegue lungo la stradella in salita fino a raggiungere, uscendo dalla vegetazione, il Piano Toscano: qui l’orizzonte si apre e davanti compaiono la Serra delle Ciavole, la Serra Dolcedorme e il Monte Pollino.

La meraviglia dei pini loricati

Man mano che si sale diventa sempre più chiara la sagoma di alcuni pini loricati allineati sopra una scarpata che divide i Piani di Pollino e di Toscano dalla Piana del Pollino.

In questo punto, oltre a poter ammirare questi fantastici alberi , si gode un ottimo panorama su tutte le vette che superano i 2000 metri del massiccio e, verso sud, si scorge bene il Piano di Pollino con i suoi inghiottitoi e i resti delle antiche morene glaciali.

Si giunge alla Grande Porta del Pollino, il passo che divide la Serra delle Ciavole da Serra della Porticella dove si scorge ciò che resta di un pino loricato. Ma non si tratta di un esemplare qualsiasi.

È quello che venne scelto come simbolo del Parco, ormai morto da quando fu dolosamente incendiato nel settembre 1993 da chi si opponeva ad ogni costo alla realizzazione dell’area protetta.

Continuando oltre la Grande Porta si raggiunge, verso nord, la Serra della Porticella e si prosegue lungo il suo crinale attraversando un altro eccezionale gruppo di pini loricati finché non si arriva alla sella, oltre la quale si staglia Serra Crispo.

Dalla cima si gode un panorama indimenticabile: nelle giornate limpide si scorge il profilo della costa ionica, da Taranto a Sibari. Per tornare alla base si ripercorre la stessa strada dell’andata.

_ Per maggiori informazioni visita il sito del Parco del Pollino:

 

 

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