Agrigento: i magnifici templi di Akragas

20 maggio 2018 - 16:43

Un tuffo nella storia antica, una passeggiata tra le colonne della Valle dei Templi, il celebre sito patrimonio mondiale dell’Unesco che dà lustro alla città siciliana

Dalla Stazione Centrale, imboccare la via Crispi e proseguire sulla via Panoramica dei Templi fino ad arrivare lungo la via Sacra.

Qui si erge il Tempio della Concordia, il cui nome è un richiamo ad una iscrizione latina che faceva riferimento alla “Concordia degli Agrigentini”. Eretto nel V secolo a.C., è oggi quello meglio conservato, dato che nel VI secolo d.C. venne trasformato in chiesa cristiana.

La vista del tempio illuminato con il tramonto sullo sfondo è uno spettacolo unico al mondo. Proseguendo lungo la via sacra alla volta della necropoli paleocristiana del III sec. a.C., si arriva al Tempio di Ercole, il più antico tra i templi agrigentini.

Al suo interno vi era una statua di bronzo raffigurante Ercole, il cui mento era divenuto lucido perché veniva baciato dai fedeli. Il tempio venne distrutto a causa di un terremoto e solo intorno al 1920 si è provveduto ad innalzare le otto colonne che oggi si possono ammirare.

Si continua sino al Giardino della Kolymbetra, un gioiello archeologico situato all’interno del Parco della Valle dei Templi, tra il Tempio dei Dioscuri e il Tempio di Vulcano, tornato alla luce dopo decenni di abbandono.

Di particolare rilievo gli “Acquedotti Feaci”, gli unici visitabili della Valle, risalenti al V secolo a.C. quando alimentavano l’antica piscina. Ancora oggi sgorgano limpide acque utilizzate per l’irrigazione del Giardino, ricco di agrumi, frutti e olivi secolari.

Proseguendo in direzione di Porta V si incontra il Tempio dei Dioscuri (Castore e Polluce), il simbolo turistico di Agrigento. Gli agrigentini sono soliti chiamarlo “Le tre colonne” anche se ne possiede quattro, dato che una prima ricostruzione nel secolo scorso aveva portato ad innalzare tre colonne mentre la quarta venne rialzata in seguito.

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