Alla diga del Gabiet

18 marzo 2020 - 9:40

Per raggiungere il punto di partenza, arrivando in auto lungo la statale 505, anziché entrare nell’abitato di Gressoney-La-Trinité seguire il ramo della strada principale che fa una curva a destra e supera il torrente, fino alla centrale (che non potrete non notare sulla vostra destra). Parcheggiata l’auto, tornate indietro per una cinquantina di metri fino alla palina che, sul lato sinistro della strada, indica il sentiero (segnavia giallo n° 4) per il Lago Gabiet.
Lasciato un ristorante sulla sinistra, il sentiero incomincia a salire attraverso i prati. Poco dopo, su una baita alla vostra destra, trovate un contrassegno rosso con il n° 3, ma non fateci caso, il sentiero è uno solo e non potete sbagliare: con alcune svolte s’inoltra nel bosco, tocca due baite disabitate e fiancheggia il torrente per un lungo tratto, attraversandolo due volte su ponticelli in legno. Qui si apre uno stupendo vallone, disseminato di piccoli alpeggi, e la salita si fa più dolce. Attraversato il vallone, lasciando sulla destra una serie di piccole cascate, il sentiero – sempre ben segnato con bolli gialli n° 4 – ritorna ripido per superare il bastione roccioso che chiude la valle, oltre il quale s’incomincia a vedere la diga del Lago Gabiet.
A questo punto, vi restano circa 200 metri di dislivello. Il sentiero sale lungo il costone destro fino alla casetta in legno (ex postazione dei guardiani) alla base della diga, dove la traccia si biforca: se andate a destra, salite all’attuale casa dei guardiani, sulla sommità che domina la diga; seguendo il sentiero di sinistra (n° 5), invece, raggiungete l’estremità opposta dello sbarramento, da dove potete proseguire a mezza costa lungo il lago fino al rifugio del Gabiet e alla stazione d’arrivo dell’ovovia che sale da Stafal.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Valle d’Aosta selvaggia: trekking al Lago di Lolair in Valgrisenche

Santa Severa: trekking sul mare etrusco alla scoperta dell’antica Pyrgi

Ciclabile “Sulle tracce degli Etruschi”: dall’Adriatico al Tirreno sulle tracce dell’antica civiltà