Alpi Marittime: Rifugio Genova e il Lago del Chiotàs

20 maggio 2018 - 20:25

Escursione breve in Val di Gesso, che consente di ammirare l’imponente diga del Chiotàs con i suoi 130 metri di altezza e i laghi della Rovina, del Chiotàs e del Brocan.

Dall’area attrezzata del Lago delle Rovine (1535 m), ci s’inerpica con decisione lungo il versante nord/nord-ovest della montagna, guadagnano rapidamente quota grazie al sentiero nr 8 che supera alcuni speroni rocciosi e dal quale sono probabili gli avvistamenti di stambecchi.

Dopo alcuni tornanti tra erba e detriti, a due terzi circa della salita ci s’imbatte in un passaggio dove alcune corde aiutano la progressione: il punto non è esposto ed il superamento si risolve in un esercizio ginnico. Ad un ultimo tratto, caratterizzato da numerosi stretti tornanti, alcuni scalinati, segue uno spiazzo da dove ci si dirige verso l’invaso artificiale del Chiotàs, visibile a destra; presto s’incontra la strada dell’Enel (chiusa al traffico), che si abbandona subito svoltando a sinistra, fino a raggiungere la sommità della diga ad arco-gravità (1990 m).

Costruita tra il 1969 e il 1982, la diga del Chiotàs è scavata interamente nella roccia e serve la centrale Luigi Einaudi, il maggior impianto idroelettrico italiano. Seguendo il perimetro orientale del lago, si attraversa un vallone selvaggio, caratterizzato da cime dentellate e grandi colate detritiche, osservando da vicino il lago che riflette nelle sue acque l’imponente Serra dell’Argentera (vette superiori ai 3000 metri), modellata da antichi ghiacciai, e le nevi della testata del vallone della Rovina.

Lasciando a sinistra il bivio e la bella mulattiera (segnavia nr 10) per il Colle di Fenestrelle (2463 m), si continuano a seguire le rive del Chiotàs, per giungere infine al Lago Brocan e al Rifugio Genova (2015 m).

Per il ritorno è possibile seguire una variante: ritornati allo sbarramento del Chiotàs, non si ripercorre il sentiero dell’andata, ma si continua per la mulattiera che prosegue a destra, in costa. Questa via è sconsigliata in caso di cattivo tempo (rischio caduta massi) e fino a tarda primavera, quando infide lingue di neve compatta ne intersecano il tracciato.

La mulattiera taglia l’intero versante della montagna, perde quindi rapidamente quota e torna al parcheggio del Lago della Rovina. È facile incontrare in questo tratto dell’itinerario stambecchi femmina con i loro piccoli.

 

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