Cadore: il giro del Monte Pelmo

20 maggio 2018 - 14:44

Il Cadore è uno scrigno prezioso di natura, cultura, tradizioni e tanti sentieri tra le montagne più belle del mondo, da quelli semplici e adatti alle famiglie a quelli per gli escursionisti più esperti.

Siamo nel cuore delle Dolomiti, a stretto contatto con la natura. Lo scenario è quello straordinario, da cartolina come si dice – ma stavolta è vero – della Valle del Cadore, dove è possibile passeggiare in mezzo a boschi di larici e abeti, oppure alzarsi di quota verso montagne leggendarie come il massiccio della Civetta, il Pelmo, Cristallo, Sorapiss, Antelao, Tofane, Monte Peralba, Marcora, Croda Rossa, Croda da Lago, Marmarole, il gruppo del Nuvolau, le Tre Cime di Lavaredo più a nord.

Un paesaggio che ha fatto il giro del mondo grazie alla televisione e al web. Le Dolomiti con tutta la loro spettacolare bellezza sono qui, tra Lozzo di Cadore, Pieve di Cadore, Alleghe e Cencenighe Agordino. Lungo l’ampia rete sentieristica di questi luoghi non si potrà fare a meno di cogliere la nota ospitalità dei cadorini nei rifugi, bed&breakfast e strutture ricettive con dichiarata vocazione al turismo sostenibile.

L’ITINERARIO: IL GIRO DEL MONTE PELMO

Si parte dal capitello della Madonna di Tièra (m 1120), che raggiungiamo in auto su una bella strada asfaltata dalla frazione di Villanova di Borca, lasciando sulla destra il sentiero proveniente da Sèrdes di San Vito.

Abbandoniamo la strada principale e proseguiamo a sinistra seguendo l’itinerario della vecchia mulattiera che passa davanti alla grotta della Vergine di Fatima sino al parcheggio di Tièra. Qui ritorniamo sulla strada militare che risulta tuttora incompleta.

Una lieve pendenza ci porta fino alla località Intrà les aghes (“tra le acque”); saliamo a sinistra per la Ria de Coròto e poco prima dello slargo svoltiamo a sinistra, camminando sulle pendici nord delle cime di Val d’Arcia e di Foràda, propaggini nord del Pelmo, per raggiungere la forcella Foràda (m 1977).

Vediamo a destra del sentiero il capitello dedicato a Sant’Antonio. Superiamo la sella di Foràda, immersi in un bosco di larici e raggiungiamo malga Doróna (m 1918, ora rifugio Città di Fiume), da dove godiamo di una incomparabile vista sulla parete nord del Pelmo.

Procediamo ancora tra larici e mughete sino al rifugio Passo Staulanza (m 1766). Percorriamo il Trói dei Ciavai (“sentiero dei cavalli”). Una breve variante conduce da qui al masso con impresse le orme dei dinosauri.

Si prosegue e la prossima tappa è il rifugio Venezia Alba Maria De Luca (m 1946). Scendiamo dai Campi di Rutòrto attraverso un’importante zona umida, e giungiamo ai ruderi della caserade Naiarón e poi a malga Ciàuta (m 1552, strada asfaltata per Vodo) e infine al capitello della Madonna.

Informazioni utili: 

Auronzo di Cadore
auronzo@infodolomiti.it
Tel. 0435.9359

Calalzo di Cadore
calalzo@infodolomiti.it
Tel. 0435.32348

San Vito di Cadore
sanvito@infodolomiti.it
Tel. 0436.9119

Sappada
sappada@infodolomiti.it
Tel. 0435.469131

Leggi anche: Cadore, l’alta via di Tiziano

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

La traversata del Gran Sasso

L’incanto delle Dolomiti: l’anello delle Tre Cime di Lavaredo

Dolomiti: Cima Rosetta e traversata delle Pale di San Martino