Ciaspole d’Appennino fra i boschi del Sasso Simone e Simoncello

20 maggio 2019 - 16:34

Quella che si estende nel territorio del Parco del Sasso Simone e Simoncello viene considerata la più vasta cerreta d’Europa. La sua ampiezza si può cogliere al meglio ponendosi sul ciglio del pianoro del Sasso Simoncello, dove si nota come la foresta si estenda dai piedi dei Sassi alla Cantoniera di Carpegna.

Oltre 800 ettari di vegetazione, costituita in prevalenza da cedui invecchiati, in parte destinati all’alto fusto, ma che conserva anche specie quali l’acero, il carpino bianco, il faggio e il frassino. La particolarità di questo bosco è la presenza di esemplari che, grazie all’interruzione della ceduazione, hanno superato in media i trent’anni di età e presentano tronchi e polloni di notevoli dimensioni.

L’itinerario parte dalla località Cantoniera, nota per la presenza di prati e aree di sosta ai bordi del bosco nei quali è possibile trascorrere piacevoli ore al fresco nei periodi estivi o divertirsi con la neve in quelli invernali. Il percorso è adatto per un’uscita di un’intera giornata per gli amanti del paesaggio imbiancato, della tranquillità e del silenzio ovattato della neve, ma si presta anche per una ciaspolata notturna al chiaro di luna.

Descrizione: partendo dall’area di sosta è semplice individuare i segni del sentiero; dopo un breve tratto ci si trova subito in un bosco di 800 ettari composto principalmente da cerri, aceri, ornielli e carpini; numerosi sono gli arbusti che stanno alla base dei tronchi, quali agrifoglio, rovi, sanguinello e lantana.

Il bosco è una delle cerrete più vaste d’Europa. Si prosegue lungo il sentiero fino a giungere al valico fra i due Sassi, punto di confine fra la regione Marche, la Toscana e la vicina Emilia-Romagna.

Numerosi sono i massi che si sono staccati dalla parete del Sasso Simone e sono rotolati all’interno del bosco o sui quali lo stesso si è formato. Il paesaggio è particolarmente spettacolare, gli anfratti costituiti dalle rocce diventano possibili tane e nascondigli per animali come il lupo, che dal suo ritorno nell’Appennino vi fa sosta durante i suoi lunghi trasferimenti.

Numerosi sono i cinghiali e i caprioli, come si può dedurre dai segni lasciati sul terreno, ma anche i mustelidi, quali donnole, faine e tassi frequentano la zona con assiduità, poiché ci troviamo in uno dei boschi meno soggetti ad antropizzazione (eccezion fatta per la presenza di un poligono militare che però non ha avuto grosso impatto).

L’accesso all’area è consentito solo quando non sono in corso esercitazioni (per il calendario delle esercitazioni consultare il sito del parco www.parcosimone.it). Ai piedi del Sasso di Simone si trova il Grande Faggio, da cui si può accedere alla sommità del blocco di roccia, a quota 1204.

Per raggiungere il centro abitato di Carpegna (m 800) si attraversa una fascia ecotonale adibita a pascolo, una delle aree più frequentate da uccelli, mammiferi, insetti o rettili. Il sentiero termina in prossimità del lago delle Trote a Carpegna.

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