Le Alpi della storia: l’anello del Monte Pelmo

20 maggio 2019 - 15:56

Lo spunto di questo itinerario è tratto dal diario di John Ball, irlandese, eminente naturalista e botanico, che il 19 settembre 1857 salì per primo sulla cima del Pelmo.

La struttura del Monte Pelmo si suddivide in due grandi massicci: il Pelmo vero e proprio e il Pelmetto (2.990 metri), divisi da un canalone – chiamato Fessura – che culmina in una forcella.

La sua curiosa forma di sedile, visibile soprattutto da Sud Est, è dovuta al grande circo glaciale che si può ammirare splendidamente dalla Valle del Boite. Anche per questo motivo il monte è soprannominato in dialetto el Caregón de ‘l Padreterno“.

L’itinerario:

L’anello ha inizio risalendo per il sentiero denominato Triol dei Cavai che sbocca presso la parte occidentale del Pelmetto (qui sono osservabili le famose orme dei dinosauri) per poi distendersi sul versante sud della montagna raggiungendo il pascolo de Le Mandre che presenta le caratteristiche visuali del paesaggio dolomitico.

 

Si continua verso la zona de I Lach girando intorno alla parte sud-orientale del Pelmo. Da qui si raggiungono i pascoli dei Campi di Rutorto dove si trova il rifugio De Luca. Dal De Luca inizia il tratto più difficile dell’itinerario, si attraversa la forcella di Val d’Arcia che conduce al versante nord.

Il terreno non è proprio agevole ma le difficoltà sono sopperita da un comodo sentiero attrezzato il cosiddetto sentiero Flaibani. Da qui si nota la particolare conformazione rocciosa delle Cime della Val d’Arcia.

Una volta giunti sul versante nord si scende direttamente al Rifugio Fiume per poi intraprendere un sentiero che taglia la fiumana di detriti sui piedi della parte nord del Pelmo. Su questo passaggio, franato nel 1994 ma reso accessibile senza particolari difficoltà, si arriva allo Staulanza.

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