Sicilia, trekking vista mare nella Riserva dello Zingaro tra calette e musei

Nella Riserva dello Zingaro, tra Palermo e Trapani, è ancora possibile camminare nella natura incontaminata, lontano dal traffico delle città: un itinerario vista mare tra i profumi, i sapori e le tradizioni della Sicilia più autentica.

14 ottobre 2022 - 6:00

La Riserva dello Zingaro: un paradiso incontaminato sul mare

La Riserva Naturale Orientata dello Zingaro è una storia di successo nella preservazione della natura.

Nonostante il suo territorio si affacci su un mare bellissimo e cristallino, la costa è una delle pochissime in Sicilia a non avere una strada litoranea.

 

I sette chilometri da San Vito Lo Capo a Castellammare del Golfo sono un vero spettacolo da camminare in ogni stagione, visto il clima mite della Sicilia.

Il sentiero costiero principale dell’area protetta, ripercorre quello che sarebbe stato il tracciato della strada asfaltata che doveva unire i comuni di Castellammare e S. Vito Lo Capo.

Lungo l’itinerario palme assolate caratterizzano le ampie zone del paesaggio litoraneo, in particolare presso Contrada Zingaro dove si trovano esemplari alti anche 3 metri.

 

Trekking vista mare nella Riserva dello Zingaro

Il trekking inizia dall’ingresso Sud, dove si oltrepassa la galleria scavata nel 1976, prima ancora che venissero bloccati definitivamente i lavori di costruzione della strada litoranea.

Trascurando l’area attrezzata pic-nic, si raggiunge in breve il Centro visitatori e la diramazione per Cala Capreria e le sue due incantevoli spiaggette di ciottoli.

La deviazione permette di raggiungere il primo dei 5 Musei della Riserva, recuperato grazie all’attenta opera di restauro di un antico fabbricato.

All’interno del Museo Naturalistico sono raccolte tutte le specie faunistiche presenti allo Zingaro.

Dal Centro visitatori un altro ripido sentiero in salita raggiungell’inizio del sentiero di mezza costa (390 m), che da sud a nord percorre la Riserva parallelamente all’itinerario costiero.

Ma noi seguitiamo su quest’ultimo, fino a raggiungere Punta Capreria Grande.

Si tratta di uno sperone panoramico da dove s’intravede, a nord, il profilo della torre di avvistamento di San Vito Lo Capo.

 

Da Punta Capreria Grande a Cala Berretta

Tramite i fuochi accesi sulla sua sommità si poteva comunicare con altre torri lontane miglia e miglia.

Si procede lungo il sentiero dominato da rupi a strapiombo sul mare, fino a giungere al Museo della Manna.

Una guardia forestale non mancherà di offrirvi l’acqua e di illustrarvi il mestiere dell’intaccaluoro e le caratteristiche della manna, prezioso prodotto estratto dagli alberi di Fraxinus ornus.

La passeggiata continua tra la vegetazione pioniera degli scogli e gli splendidi esemplari di palma nana, in alcuni tratti molto densa e prossima alla macchia.

Il sentiero è inframmezzato  da deviazioni verso splendide calette, dove riservare una preziosa quanto desiderata sosta balneare.

È quanto ci attende, superato l’agglomerato rurale di contrada Zingaro, il cuore della Riserva.

Dopo brevi sali e scendi, si incrociano due sentieri, entrambi diretti a delle bellissime rade ciottolose: Cala della Disa e, subito dopo, Cala Berretta.

Nella bella stagione non resta che scendere in spiaggia e abbandonare zaini e scarponi per accarezzare il bagnasciuga, rigenerare i piedi, giocare con gli spruzzi delle onde che s’infrangono a riva.

E poi una nuova partenza.

 

Da Cala Berretta al Museo della Civiltà contadina

Tornati sul sentiero costiero si procede verso nord, superando contrada Marinella. Una breve deviazione in salita che consente di raggiungere Grotta dell’Uzzo.

Si tratta di un maestoso anfiteatro di roccia che in passato diede rifugio ai pastori, alle loro greggi, ma anche a ladri e briganti.

In quest’immensa abside naturale sono stati condotti scavi che hanno portato alla luce reperti del Paleolitico Superiore.

Ricerche e rilevamenti di antichi fossili di alghe e molluschi marini, soprattutto ammoniti, hanno avvallato l’ipotesi secondo la quale 20 milioni di anni fa l’acqua arrivava a lambire la grotta.

A meno di 300 metri si trova il Museo della Civiltà Contadina.

Ospita testimonianze del ciclo del grano e dove è possibile vedere all’opera maestri intrecciatori che lavorano le fibre vegetali, producendo gli oggetti più disparati.

Piccoli appezzamenti di terreno coltivati a mandorli, carrubi, viti, olivi e seminativi, si percorrono al ritorno.

Si prende la variante diretta all’incantevole caletta dell’Uzzo, il cui substrato calcareo esalta la trasparenza dell’acqua.

Il volteggiare dei gabbiani a pelo d’acqua invita all’ennesimo tuffo.

Proseguendo nuovamente lungo la linea di costa, sempre in piano, si raggiunge l’ingresso Nord della Riserva, dove sorge il Museo delle Attività Marinare e l’ennesima, bellissima, insenatura: Cala Tonnarela dell’Uzzo.

Il Museo delle Attività Marinare, che presenta una curiosa riproduzione in scala di una tonnara, è stato ricavato dalle costruzioni adibite ad antico malfaraggio.

Qui venivano custoditi gli attrezzi della tonnara di Scopello e qui venivano alloggiati i pescatori che stagionalmente lavoravano all’impianto di reti fisse presso la Torre dell’Uzzo.

Nell’ultimo tratto di sentiero s’incontra un ricovero per i muli e gli asini di razza pantesca, alternativi ai mezzi motorizzati che non possono essere introdotti nella Riserva, nemmeno dall’Azienda Forestale.

Il sentiero per rientrare all’ingresso Sud è lo stesso percorso all’andata.

Il tratto iniziale che dal Museo delle Attività Marinare segue in leggera salita l’indicazione per il Museo della Civiltà Contadina.

 

 

Informazioni utili

Il sito ufficiale della Riserva dello Zingaro

Come arrivare alla riserva dello Zingaro

Da Castellamare si segue la SS 187 per Trapani e, imboccata la deviazione al Km 32.4, si attraversa la baia di Guidaloca, protetta dall’alto da una torre cilindrica cinquecentesca.

Oltrepassata l’incantevole baia di Scopello si arriva all’ingresso Sud.

Percorrendo i 7 chilometri dell’itinerario costiero, oltre ai siti d’interesse naturalistico si visitano i diversi musei dislocati lungo il litorale.

Tra questi il Museo naturalistico presso Punta della Capreria, il Museo della Manna, quello delle Attività Marina, il Museo della Civiltà Contadina e il Centro di Educazione Ambientale.

 

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