Toscana con le ciaspole: dall’Abetone al Libro Aperto

La patria di Zeno Colò non poteva non essere un paradiso per gli appassionati di outdoor sulla neve: l'Abetone non tradisce le attese non solo per gli sciatori, ma soprattutto per chi ama galleggiare sulle ciaspole.

17 febbraio 2022 - 14:30

Abetone: la montagna toscana per ciaspolare nella magia dell’inverno

L’Abetone diventa un luogo di attrazione turistica a partire dall’800.

Tutto inizia con la costruzione della strada voluta dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo e dal Duca di Modena Francesco III.

Prima centro di villeggiatura estiva, divenne presto anche meta di turismo invernale.

Il boom dell’Abetone si ebbe negli anni ’50, grazie alla notorietà di Zeno Colò, che sull’Abetone era nato.

Oggi anche gli appassionati di ciaspole possono trovare sentieri di varia difficoltà.

Gli itinerari percorribili sono numerosissimi.

Nelle belle giornate d’inverno la vista spazia dalle Alpi fino al mare.

Uno dei percorsi più noti è quello che dall’Abetone porta al Libro Aperto, una delle montagne simbolo del territorio.

Il nome deriva dalla forma del gruppo montuoso.

Infatti, visto dalla valle della Lima, assomiglia a un libro aperto su un leggio.

L’itinerario con le ciaspole: dall’Abetone al Libro aperto

Al passo dell’Abetone si lascia l’auto presso la piazza delle Piramidi e si sale per strada asfaltata, seguendo le indicazioni per la pista di fondo.

Nei pressi del casottino di partenza della pista, si imbocca un sentiero sulla sinistra, che consente di percorrere il primo tratto dell’itinerario senza calpestare la pista.

I due tracciati proseguono paralleli nel bosco sino alla località Fontanina.

Qui il sentiero interseca la pista risalendo con buona pendenza il costone che conduce sino alla cima del Monte Maiori (segnavia 00).

Scendendo dall’opposto crinale in breve si raggiunge la Foce delle Verginette e il Rifugio Casetta di Lapo (aperto solo in estate).

Dal rifugio si continua a seguire il segnavia 00.

Il percorso sale con un’inclinazione più impegnativa, ma mai estrema, e, dopo circa un’ora giungere alla sella sud del Libro Aperto. Da lì si superano in breve i 250 metri che conducono al punto più elevato del Libro Aperto: la cima del Monte Rotondo, a 1937 metri.

Dalla vetta si torna alla sella sud, dove, tralasciata sulla destra la traccia da dove siamo venuti, si procede in discesa lungo l’ampio crestone, seguendo le indicazioni dell’itinerario 495, che riportano al Rifugio la Casetta di Lapo.

Dalla Casetta l’itinerario prosegue per breve tratto ricalcando la traccia dell’andata. Giunti alle pendici del Monte Maiori, però, prima di cominciarne l’ascesa, si imbocca lo stradello forestale che ne contorna le falde verso sud.

Circa a metà del perimetro, dove la strada cambia direzione, si prende il sentiero che si stacca sulla sinistra e scende nella valle della Lima, tagliando la costa di Boscolungo circa un centinaio di metri più in basso rispetto al tracciato seguito all’andata.

Il sentiero sfocia su via dei Bovi, nei pressi del cimitero dell’Abetone, da dove, seguendo un’altra traccia in salita sulla destra, si raggiunge in breve la piazza e il punto di partenza dell’itinerario.

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