Valle d’Aosta con le ciaspole: 6 spettacolari itinerari panoramici sulla neve

La Valle d'Aosta d'inverno diventa un universo da fiaba e il migliore modo per esplorarlo è camminare con le racchette da neve. Andiamo alla scoperta di sei spettacolare itinerari panoramici, tra natura selvaggia e villaggi antichi.

22 febbraio 2023 - 8:00

Valle d’Aosta con le ciaspole: 6 itinerari panoramici tra natura selvaggia, storia e montagne

La Valle d’Aosta è un paradiso per chi ama camminare con le ciaspole.

Quando l’inverno posa la sua coltre sulle montagne, tutto l’ambiente si trasforma e diventa fiabesco.

Per immergersi in questa magia, muoversi con le racchette da neve è il modo migliore per avvicinarsi con rispetto al silenzio della natura  in questa stagione.

La Valle d’Aosta non è solo ambienti selvaggi e montagne bellissime.

In queste terre si sono sedimentate civiltà che da secoli tramandano le proprie tradizioni nella cultura, nell’arte e nella gastronomia, lasciandoci in regalo villaggi da sogno.

Ecco 6 tra i più belli e panoramici itinerari sulla neve in Valle d’Aosta, tra storia, natura e cultura.

Alpi Graie è qui il paradiso

Il silenzio è rotto solo dal cadenzato crepitio del ghiaccio sotto i nostri piedi e dal fruscio che accompagna la neve che cade dalle fronde dei larici e degli abeti.

Avanziamo lentamente lungo una pista che fa parte di una più vasta rete di sentieri e antiche strade lasciate in eredità al parco dai Savoia.

Nel XIX secolo il massiccio del Gran Paradiso era terreno di caccia dei Savoia.

Vittorio Emanuele II aveva creato la Riserva Reale, tutelando così l’area ancora prima del 1922, anno di istituzione del Parco nazionale del Gran Paradiso.

Oggi, grazie soprattutto alle comode mulattiere reali, gli escursionisti possono guadagnare quota facilmente, affrancandosi così dai semplici tragitti di fondovalle, comuni ad altri settori alpini.

I più allenati possono addirittura avvicinarsi a quote importanti, dove iniziano a comparire i candidi ghiacciai perenni.

Gratificante ad esempio giungere al rifugio Chabod, con i suoi rispettabili 2750 metri di quota, per compiacersi degli affascinanti silenzi che solo l’inverno sa offrire.

La cima del Gran Paradiso può aspettare invece la stagione più propizia, quando è possibile affrontare un’ascensione impegnativa che culmina a quota 4.061, sull’unico quattromila interamente in territorio italiano.

Dai contrafforti del massiccio del Gran Paradiso discendono impervi valloni che danno inizio alla val di Cogne, Valsavarenche e val di Rhêmes, e sul lato piemontese alla valle dell’Orco e alla Val Soana.

Bastano pochi passi per accorgersi che queste valli pullulano di vita.

Perché nel parco del Gran Paradiso è facile incontrare animali selvatici, soprattutto ungulati come il camoscio o lo stambecco che ha legato le sue sorti a quelle del primo parco nazionale istituito in Italia.

Per i meno avvezzi a questa attività outdoor ricordiamo che è possibile partecipare alle escursioni con le ciaspole accompagnati dalle guide del Parco.

_ Gli itinerari consigliati:

Gran Paradiso con le ciaspole: salita panoramica al Rifugio Sella

Cogne, con le ciaspole tra camosci e stambecchi

Val di Rhêmes con le ciaspole: salita panoramica all’Entrelor

Storia e natura ai piedi del Monte Rosa

Il silenzio ovattato avvolge i boschi addormentati sotto la neve, con l’unico rumore del fruscio prodotto dalle ciaspole. Basta fermarsi un attimo, per avere la sensazione che tutto il mondo sia fermo, con il fiato sospeso.

Poi lo scricchiolio di un ramo, il tonfo di un grumo di neve caduto a terra, ci dicono che il mondo continua a girare e che presto, troppo presto, la neve se ne andrà e tornerà il verde della primavera.

Ma per ora, godiamoci il freddo sulle guance, il gusto di una manciata di neve, il bianco accecante che colpisce gli occhi sulle spianate sfiorate dalla luce del sole.

Soprattutto la Valle d’Aosta sembra fatta apposta per vagare con le ciaspole.

Qui, non c’è che l’imbarazzo della scelta su dove andare.

Soprattutto le vallate valdostane che puntano verso il Monte Rosa sono una scoperta continua dove ad ogni passo s’incontrano storia e natura.

Il silenzio delle vallate laterali, le cime altissime che sbirciano da lassù, i boschi intonsi e le costruzioni caratteristiche.

Le più tipiche sono le case dei cosiddetti villaggi Walser, con una struttura di legno che poggia su una base di pietra, dalla conformazione così tipica.

Ma chi erano questi Walser? Il termine sembra provenire da wallis, ossia vallese, riferito alla loro zona di provenienza in Svizzera da cui giunsero nei secoli XII-XIII.

Ma pare che le loro vere origini siano da cercare in Germania.

Tanto che il dialetto di Issime, il titsch, ha molte assonanze con dialetti della Germania meridionale.

Si stanziarono soprattutto nelle vallate meridionali del Monte Rosa, parte in Piemonte e parte in Valle d’Aosta, in particolare lungo le valli di Gressoney e Ayas.

Non ebbero mai scontri con la popolazione locale, anche perché si insediarono sempre in quota, in zone non sfruttate, e questo facilitò il loro isolamento che preservò usi e costumi.

Ciò che resta di più tipico è certamente l’architettura.

Le case in legno hanno una forma caratteristica, issate come sono su specie di “funghi” di pietra che permettevano di salvare i granai dai topi e dall’umidità, e assumono anche nomi particolari: rascard in Val d’Ayas, stadel in Val di Gressoney.

Passeggiare in queste vallate ha il sapore di entrare nella storia poiché questi edifici si trovano ancora spesso, a volte accentrati in un unico villaggio, a volte sparsi nelle conche e nelle vallate.

Ricchi di dettagli, spesso con date incise a perenne memoria.

Soprattutto quando sono attorniate dal silenzio della neve sanno sussurrare le loro storie antiche.

Sta a noi saperle ascoltare.

_ Gli itinerari consigliati:

 Gressoney con le ciaspole: i villaggi Walser con vista sul Rosa

Valle di Gressoney: ciaspolata panoramica da Issime a San Grato

Val di Ayas: con le ciaspole nel fiabesco villaggio di Mascognaz

 

 

 

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