Valle d’Aosta, Gressoney: ciaspolare ad Alpenzù all’ombra del Monte Rosa

Il Monte Rosa, le case in stile Walser, la magia della neve. Andiamo con le ciaspole alla scoperta di Alpenzù, un antico villaggio nella Valle di Gressoney, in Valle d'Aosta.

27 dicembre 2021 - 11:00

Valle di Gressoney: viaggio nel villaggio dei Walser

Non lontano da Gressoney St-Jean, classico borgo valdostano nella Valle di Gressoney, il villaggio di Alpenzù Grande è un luogo magico.

Si trova appollaiato su un balcone naturale dal quale la vista spazia dallo spettacolare massiccio del Monte Rosa all’intera vallata.

La sua storia è antica: le prime testimonianze risalgono al 1200.

Lo stile architettonico dell case non lascia dubbi: siamo a tutti gli effetti nel paese dei Walser, la popolazione di origine germanica che nel XIII secolo si stabilì nelle valli del Monte Rosa, portando con la propria lingua e tradizioni.

Tra queste gli inconfondibili “stadel”, edifici rurali che poggiano su piccole colonne a forma di fungo.

Con le ciaspole ad Alpenzù: l’itinerario

L’itinerario invernale verso Alpenzù è molto ripido ma di breve percorrenza, completamente esposto ad est.

Passando nel bosco può capitare di trovare zone poco innevate o con un po’ di ghiaccio.

Tuttavia il tratto finale e il vallone che si apre alle spalle del villaggio di Alpenzù meritano la camminata, senza contare le tipiche case walser in legno e pietra che formano il villaggio.

Superato il villaggio di Chamonal si trova un parcheggio sulla sinistra, a ridosso di uno spallone di pietra.

Risalita la stradina che ci porta alla sommità dello spallone si incontra una palina di legno che ci manda dritti in direzione di una spettacolare cascata ghiacciata.

 

Poco prima della cascata la traccia, ben evidente, piega verso destra cominciando a salire lungo una sorta di gradinata e ci porta sul crinale boscoso, dove si prosegue con una serie di tornanti.

Lungo il cammino si può scorgere tra gli alberi un primo stadel di legno e si passa davanti ad un grande pilone votivo che può offrire un buon punto di sosta.

Uscendo dal riparo degli alberi s’intravede sopra di noi la chiesetta della nostra meta, messa quasi a sbalzo sulla punta del crinale. Proseguendo ancora con larghi tornanti si sale sfiorando i cavi della teleferica che porta i rifornimenti al villaggio.

Da qui, infine, si punta direttamente agli stadel e alla chiesetta bianca da cui si apre una stupenda vista sulla vallata. Bisogna prendersi tempo per girare tra le stradine del villaggio, ammirando i vari edifici in legno e pietra dalla particolare costruzione architettonica.

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