Escursioni mediterranee tra Deiva e Framura

18 marzo 2020 - 9:52

Il percorso può prendere il via dalla stazione ferroviaria di Framura o procedere lungo la strada asfaltata o, in alternativa, salire la scalinata a destra della galleria per giungere in ogni caso, tempo una decina di minuti, ad Anzo, prima e significativa frazione compresa nel comune di Framura. Borgo silenzioso, dal fascino discreto e tipicamente ligure-marinaro, Anzo spicca per la sua torre, oggi simbolica sentinella ma assolutamente necessaria, un tempo, per segnalare l’eventuale arrivo di pirati dal mare; la costruzione fu realizzata dalla Repubblica di Genova nel Quattrocento. Sempre in frazione Anzo è segnalata la chiesetta di Nostra Signora della Neve, eretta in epoca romanica ma ristrutturata alcuni secoli più tardi.
Si attraversa con calma la viuzza principale di Anzo, un mondo fatto di usci socchiusi e di finestre spalancate, dalle quali escono voci dagli accenti salmastri e profumi di una cucina indiscutibilmente mediterranea. E’ difficile, in periodo invernale, incontrare molte persone; unici abitanti del sito paiono essere i gatti, che in Liguria non mancano mai.
Superata Anzo, occorre fare attenzione a non proseguire diritti lungo la strada che scende, attraverso una zona di ville con vista mare, alla spiaggia di Framura, ma imboccare, sulla destra, la lunga scalinata che conduce a Ravecca. Peccato che la vista sui terreni che fiancheggiano il percorso sia pressoché del tutto ostruita da severi muraglioni (sono i roventi muri d’orto citati da Montale. Lui veramente si riferiva alle Cinque Terre, ma in fondo non siamo molto lontani); perché basta una cancellata o un portale distratto per gettare un’occhiata sul verde terrazzato al di là del muro: ecco il verde argentato degli uliveti, contrastato dal vermiglio delle reti che, provvidenzialmente; accolgono i frutti maturi; o ancora il giallo sparato dei limoni (come non pensare, ancora una volta, a Montale).
Ma ecco infine Ravecca, frazione che fa il paio con Anzo per le sue caratteristiche architettoniche; anche qui non mancherebbe una torre di avvistamento, trasformata però, oggi, in abitazione privata. E così si prosegue lungo la strada fino ad arrivare alla terza frazione, cioè Setta, sede di un punto di informazioni turistiche e dominata dalla cresta di case di Costa, che dall’alto della collina osserva il panorama sul mare.
A questo punto le possibilità sono due: salire fino a Costa, ammirare la bellezza del borgo, ed imboccare il sentiero nel bosco fino a Casa Serra, oppure giungere alla stessa proseguendo, oltre Setta, per la strada carrozzabile. La prima variante verrà descritta in seguito; la seconda soluzione, anche se si tratta di percorrere un tratto su strada asfaltata e quindi sterrata, è più accattivante sotto il profilo panoramico e quindi meritevole di risultare alternativa principale.
Già il primo tratto, quello su asfalto, si apre, quasi subito oltre Setta, a scorci panoramici indimenticabili, affacciati su Punta Mesco e sul disegno inconfondibile delle Cinque Terre; in primo piano, uno scenario di scogli e di onde che si frangono a riva. Occorre quindi, a un bivio, procedere lungo la carrozzabile che, sulla destra, procede ripidamente in salita (non si può sbagliare: c’è una freccia che indica la direzione per un agriturismo). Si prosegue in uno scenario avvolto nella pineta mediterranea, ma il mare è sempre laggiù, bene in vista.
Si arriva ad un secondo bivio: proseguendo diritti si raggiunge Foce del Prato (agriturismo) con possibilità di continuare per Costa, Bonassola e Levanto. Prendendo a sinistra si va in direzione Deiva (ci sono dei cartelli talmente grandi che è impossibile smarrirsi). Il paesaggio è ancora disegnato dalla pineta; fa da contrasto cromatico, qua e là, il corbezzolo, mentre nel silenzio è possibile ascoltare, in inverno, la gracchiata del corvo. Ma è ancora il paesaggio a prendere il sopravvento: poco prima di giungere a Casa Serra, ecco lo scenario aprirsi a uno spettacolo da favola. Deiva Marina è in vista laggiù, con la sua spiaggia, e l’orizzonte, nelle giornate limpide, è disegnato dalle montagne, innevate in inverno, dell’arco alpino. Un effetto singolare e bellissimo, un’inquadratura rara che comprende elementi tipici del panorama mediterraneo e il mondo della montagna allo stesso tempo. Una sosta è d’obbligo, per scattare fotografie memorabili o per registrare nella mente e nell’animo una realtà da sogno.
Ed ecco Casa Serra, crocevia di sentieri: scendendo lungo il tracciato numero uno si arriva, in ripida e un po’ accidentata discesa, direttamente a Deiva Marina; risa-lendo, prendendo a destra, la montagna (sentiero 1d) si arriva al già segnalato agriturismo, ulteriore crocevia per Costa o per la frazione di Setta, con possibilità (indicata in seguito nelle varianti) di compiere un suggestivo ed interessante percorso ad anello, con punto di ritorno alla stazione ferroviaria di Framura.
La proposta principale, invece, prevede la discesa a Deiva attraverso un sentiero che si fa strada, a volte con un po’ di fatica, in un folto bosco di castagni. Questo tratto di percorso, che termina nei pressi del casello ferroviario di Deiva Marina, richiede una certa esperienza da parte degli escursionisti.

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