Piemonte, trekking di primavera al Mont’Orfano con vista lago Mergozzo

A due passi dal Lago Maggiore, il Lago di Mergozzo è un piccolo gioiello blu incastonato tra le montagne, un paradiso di silenzio in primavera. Saliamo al Mont'Orfano, per godere di una vista spettacolare tra Alpi e laghi.

20 maggio 2018 - 14:30

Trekking di primavera con vista sui laghi

L’area dei laghi offre all’escursionista non solo percorsi naturalistici tradizionali tra parchi e riserve, ma anche interessanti spunti per conoscere l’antica storia delle genti che con le acque hanno convissuto.

E anche con le molte cittadine storiche del territorio, in particolare sul Verbano.

Belgirate, grazioso borgo che si adagia leggero sulla collina della Motta Rossa; Stresa, ben nota località di villeggiatura, da dove sono possibili escursioni al Mottarone e alle fluttuanti e fiorite isole Borromee.

E poi Villa Taranto, con i suoi sette chilometri di sentieri dove passeggiare perdendosi tra ventimila esemplari botanici.

Cannero, che si affaccia su una costa lussureggiante di olivi, magnolie, azalee, bouganville con gli antistanti Castelli di Malpaga su due minuscoli isolotti.

E ancora Maccagno con il bel centro storico e Cannobio, con i balconi e le scalinate in pietra.

A una manciata di chilometri dal Lago Maggiore, c’è un piccolo specchio d’acqua, il più piccolo dei grandi laghi del verbano.

È il lago di Mergozzo, un vero paradiso di silenzio e acqua cristallina a pochi chilometri da Baveno.

La sua rete di sentieri in ambiente prealpino si sviluppa tra paesi e alpeggi di media quota della Valle Cannobina, tra Val d’Ossola e il Verbano.

Davanti, la sponda occidentale del lago che confina a nord col Canton Ticino.

L’itinerario di trekking: salita al Mont’Orfano con vista sul Lago di Mergozzo

Vetta isolata, tra il corso del Toce e il Lago di Mergozzo, il Mont’Orfano (m 794) si erge a gendarme della Val d’Ossola.

Sul Mont’Orfano sono presenti le testimonianze delle attività estrattive e minerarie, cave e miniere di quarzo, nichel e marmo bianco.

La salita alla vetta è un percorso storico che consente di vedere le fortificazioni volute dal generale Cadorna durante la prima guerra mondiale.

Lungo la strada che collega Gravellona a Verbania si devia in direzione di Mergozzo, sino ad una cava nei pressi di una curva dove inizia il sentiero.

La presenza di un cartello del Cai indica la direzione che sale con tornanti sino ad attraversare due grotte e proseguire, in piano, sino ad una casermetta.

Si continua in direzione della cima lungo la mulattiera che prosegue con docili tornanti sino all’ampia vetta, dove sono situati resti di trincee.

Arrivati al pianoro della prima casermetta e al bivio, invece di continuare lungo l’itinerario di salita, è possibile prendere il sentiero di destra che attraversa un bosco di castagni.

Si prosegue tenendo la sinistra sino ad un gruppo di caserme e trincee e alle case di Prato Michelaccio (m 199).

 

 

Informazioni utili

 

La pagina Facebook ufficiale dell’ufficio turistico di Mergozzo

 

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