Piemonte, Valli di Lanzo con le ciaspole: l’anello della Val Servìn

Le Valli di Lanzo in inverno assumono i contorni fiabeschi della magica stagione bianca. Andiamo alla scoperta della Val Servin: camminiamo con le ciaspole su un itinerario ben segnalato e arricchito di pannelli che illustrano la storia di queste montagne.

7 dicembre 2021 - 13:00

L’inverno nelle Valli di Lanzo: ciaspole tra storia e natura

L’inverno permette alle Valli di Lanzo di riappropriarsi della propria essenza più vera e selvaggia: non resta che calzare le ciaspole e partire alla scoperta del vallone di Servìn.

Si tratta di un percorso facile, pressoché pianeggiante.

Il tragitto è segnalato con bollini rossi e con lunghi pali nei punti più innevati.

La cartellonistica fornisce notizie storiche e naturalistiche.

Scoprirete ad esempio che tra i primi ad utilizzare le racchette da neve rigide in legno su queste montagne furono probabilmente minatori e contrabbandieri.

I primi lavoravano neii giacimenti di ferro in alta quota e i secondi transitavano attraverso gli alti valichi con la Savoia.

L’itinerario: con le racchette da neve in Val Servin

L’itinerario parte dal parcheggio antistante l’impianto di sci  a Balme.

Si sale lungo una stradina che costeggia il Rio Paschiet e in breve si entra in vista del piccolo abitato de Li Fré (m 1495), insediamento fondato nel secolo XV da minatori bergamaschi e valsesiani.

Senza salire alle case si continua a costeggiare il rio fino a raggiungere una roccia solcata da una fenditura, a ridosso della quale sorge la baita Li Soùgn (gli acquitrini – m 1518).

Si prosegue in salita, costeggiando il torrente, fino ad una passerella fatta con tronchi d’albero.

Superato il rio si continua a salire verso destra, tra radi larici, entrando in vista delle cascate del Rio Pountàt (bacheca), che d’inverno si tramutano in cascate di ghiaccio.

Si piega a sinistra, in piano, fino ad attraversare un torrente su una passerella di legno.

Si va a sinistra per raggiungere, in breve, le baite di Piàn Salé (m 1580), dove si incrocia il sentiero GTA che porta al Col Paschièt.

La traccia scende ora lungo il lato destro del vallone di Servìn, andando ad attraversare la base del canalone della Riva Loundji.

Sempre in leggera discesa si attraversano ampie praterie (l’Sàgness, che significa “gli acquitrini”) e si imbocca poi un ponte sulla sinistra che consente di tornare a valle della borgata Li Frè e all’auto.

Notizie Utili

Una descrizione ancora più dettagliata e piena di spunti e mappe si può trovare sul sito del Cai di Lanzo Torinese.

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