Gran Paradiso: itinerario verso il rifugio Chabod

Gran Paradiso, il Parco Nazionale lo è di nome e di fatto. La conferma arriva percorrendo uno tra gli itinerari più rappresentativi dell’area protetta: la salita al rifugio Federico Chabod, che mostra un bel panorama sul Gran Paradiso, lato nord-ovest.

1 giugno 2020 - 20:21

Dal ponte sul Savara, a lato della strada regionale, nei pressi dell’alpe Terre o Terré, si segue l’indicazione verticale per lo Chabod, mirando un casolare isolato, a sinistra del quale inizia l’antica mulattiera reale, caratterizzata da numerosi tornanti.

DESCRIZIONE – Il percorso si snoda tra i larici, salendo con regolarità.

Superato il casotto di Lavassey (2195 m), da quota 2350 circa ci si ritrova a camminare tra panoramiche praterie: poco a monte, si offre finalmente alla vista il lato nord-occidentale del Gran Paradiso.

Mentre la mulattiera si stringe a formare un comodo sentiero, si lascia a destra la deviazione per il rifugio Vittorio Emanuele, raggiungendo infine la meta.

Il rifugio Federico Chabod (2710 / 2750 m), offre una straordinaria vista sul versante nord-ovest del Gran Paradiso, con gli spettacolari ghiacciai di Laveciau e di Montandayné, nonché verso l’alta Valsavarenche ed il ripiano del Nivolet, chiuso a mezzogiorno dalla punta Basei (3338 m).

Nella segnaletica, l’altitudine del rifugio è un po’ controversa: quota 2710 m è riferita alla costruzione attuale, mentre quota 2750 m è riferita alla “Baracca”, oggi locale invernale, un tempo costruzione di fortuna realizzata subito dopo l’autorizzazione alla realizzazione del rifugio.

 

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