Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna

18 marzo 2020 - 9:53

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi custodisce alberi secolari, valli solitarie popolate da una ricca fauna, eremi e santuari immersi nella natura e soprattutto centinaia di chilometri di sentieri da percorrere specialmente a piedi

Esattamente dal Passo della Calla (1296m) si imbocca verso est il largo stradello della Giogana, indicato segnavia CAI 00. Per l’intero giro si terrà sempre lo spartiacque principale, in questo caso tra Adriatico e Tirreno, senza possibilità di errori. L’unico punto dove bisognerà lasciare il sentiero sarà proprio al termine, ormai giunti all’altezza del Sacro Eremo che va raggiunto con una via laterale. La deviazione è ben segnalata e peraltro se la si mancasse se ne trovano altre due poco più avanti. Per il resto questo itinerario non avrebbe alcun bisogno di descrizione tanto è logico e semplice.

Piuttosto, segnaliamo le non poche peculiarità naturalistiche visibili dal sentiero, ad iniziare dalla bella faggeta che ricopre il versante nord e che ha i suoi scorci più belli nei pressi di Pian Tombesi (1465m; 0.30 ore). Nel versante toscano inizia invece, da qui in poi, un impianto puro di abete bianco, di origine artificiale ma ben inserito nel paesaggio è tutelato come Riserva biogenetica.

Assolutamente da osservare è la Scodella, ombrosa conca in cui il sentiero si attarda pigramente tra vecchi faggi e grossi massi ricoperti da muschi e felci. La salita continua costante fino ad un intaglio sulla sinistra dove ci si può affacciare sul mare di boschi di Sasso Fratino. Verso monte, sotto di noi, la foresta si frange contro i selvaggi dirupi del Pentolino e di Poggio Scali che rendendo problematico l’esbosco hanno sempre preservato nel tempo queste faggete.

Un’ultima salita nella faggeta porta alla Maestà della Madonna del Fuoco (1 ora) sotto la vetta erbosa di Poggio Scali (1520m); la breve deviazione che conduce alla cima consente di ammirare lo straordinario paesaggio naturale del versante romagnolo. Da qui si scende pigramente tra boscaglie di faggio interrotte da radure tra le quali una, presso la Fonte del Porcareccio, ospita un piccolo acquitrino d’alta quota.

Al successivo crocevia, Passo di Sodo alle Calle (1337m), si prosegue fino ad attraversare Prato al Soglio e Prato Bertone per voltare a destra in corrispondenza della quota 1325 dove inizia uno sentiero segnalato. In discesa tra abeti bianchi sempre più imponenti si arriva in breve al Sacro Eremo di Camaldoli (1104m; 0.45 ore). Per il ritorno è giocoforza ripetere lo stesso percorso, mettendo in conto un leggero aumento dei tempi di percorrenza.

 

Località di partenza e arrivo

Camaldoli

Dislivello
+ 250 – 400 metri
Tempo di percorrenza
3.30 ore

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