Marguareis: l’Osservatorio Faunistico

20 maggio 2019 - 16:24

Questo percorso, attrezzato dal Parco del Marguareis per le visite guidate con le scuole, è frequentato da famiglie con bambini e si sviluppa su un sentiero molto facile.

Interamente segnalato e attrezzato con pannelli di divulgazione naturalistica, rappresenta il miglior approccio al Parco Naturale.

Si parte dal piazzale della Certosa di Pesio e si sale lungo il vallone di S. Bruno, intitolato al fondatore dell’ordine Certosino. Dopo 200 metri si svolta a destra sul ponte e si prosegue sul sentiero che conduce nel bosco di castagno. Avanzando si interseca la strada del vallone del Cavallo e, attraverso un bel bosco di latifoglie nobili, si arriva all’area attrezzata Dompè, dove è possibile fare rifornimento d’acqua.

Da qui si costeggia il Pesio sotto le intricate chiome di faggi secolari e si raggiunge l’area attrezzata Ardua, dove vi è il casotto di sorveglianza dei guardiaparco. A questo punto, salvo diverse indicazioni, si prosegue lungo la pista battuta. Con la raccomandazione di camminare a lato per non recare disturbo agli sciatori, si prosegue in direzione Osservatorio Faunistico oltre il ponte sul Pesio.

Dopo circa 1 chilometro e 800 metri, si giunge ad un bivio attrezzato con una grande bacheca. Qui, svoltando a destra, in circa 20 minuti, si raggiunge l’Osservatorio Faunistico, un ampio recinto utilizzato per la reintroduzione del cervo e che ora ospita una famiglia di questo ungulato insieme ad alcuni caprioli provenienti dal Centro di Recupero Animali Selvatici di Bernezzo (CN), e da dove si può scorgere sia la parete del Pis del Pesio sia le pendici di Punta Mirauda.

Una robusta torre di avvistamento permette di osservare quest’area, luogo di svernamento di camosci, cervi e caprioli spesso sorvolata dalla maestosa aquila reale. Una volta tornati alla grande bacheca, si può proseguire, svoltando a destra e attraversando nuovamente il torrente Pesio fino alla bella radura del Pian delle Gorre, dove si trova l’omonimo rifugio; altrimenti si ritorna sullo stesso tragitto.

Testo di Alberto Cavallo

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