Monteviasco, borgo intatto

20 maggio 2017 - 20:09

Poco fuori il centro di Curiglia con Monteviasco, la strada scende sin nei pressi del torrente Giona. In fondo alla valle, in prossimità della stazione della funivia e dell’attacco della mulattiera, sono ancora rintracciabili degli enormi massi erratici su cui è scritto “Sasso di Piero”, così chiamato dal nome del villaggio più vicino, cui si arriva in venti minuti di cammino. Fra Piero e Monteviasco si contano almeno trenta massi con queste incisioni.

L’incisione più diffusa è la cuppella, una piccola cavità di forma semicircolare il cui significato è controverso, alcuni pensano si tratti di mappe stellari, altri di piccoli contenitori per depositare offerte alle divinità.

Alla base della funivia è situato un ampio parcheggio, e si inizia a salire lungo l’antica mulattiera che conta ben 1400 gradini in selce. L’intera salita è lunga 1,4 chilometri. L’escursionista affronta una pendenza costante del 30% e avanza seguendo la strada che si inerpica con faticose svolte lungo la dorsale boscosa.

In circa un’ora di ripida salita si giunge a quota 960; la pendenza si attenua nei pressi di Monteviasco in prossimità della Chiesa della Madonna della Serta dove è possibile attraversare il paese e godersi la passeggiata tra le case.

A piedi, entriamo nel microcosmo del piccolo borgo: case basse ricoperte di chiare e lucenti piode, viottoli tortuosi e rudimentali, unici elementi architettonici in legno sono i balconi, una cornice di annosi e rudimentali castagni, secolari faggi e splendidi noci.

Poche decine gli abitanti stabili, meno di duecento quelli che lo rianimano nel periodo estivo. La storia leggendaria di Monteviasco è legata a quattro soldati di ventura così denominati che si rifugiarono su queste alture per sfuggire alle conseguenze di qualche loro malefatta. Leggenda a parte, l’insediamento di Monteviasco risale sicuramente a un remoto passato rurale, precedente il XIV secolo.

Dando le spalle al campanile di Monteviasco e lasciando sulla sinistra una fontanella, si imbocca un sentiero lievemente in salita che, in 10 minuti, conduce ad un belvedere sulla Val Veddasca.

I più allenati possono continuare percorrendo tutto il suggestivo anfiteatro della Val Viascola su sentiero contrassegnato dalla segnaletica 3V Via Verde Varesina, colore bianco-rosso (si aggiungono 2.30 ore al tempo di percorrenza).

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