Monti Simbruini: l’anello del “Colle Campitellino”

20 maggio 2019 - 16:19

Da uno dei prati carsici più belli dei Monti Simbruini, attraversando faggete e pascoli alla ricerca di fatte di cervi, caprioli, lupi ed altri animali, si arriva alla panoramica gobba di Colle Campitellino, dove la vista si posa sulle cime più alte e suggestive del Parco, sull’altipiano di Faito e sull’abitato di Vallepietra.

Dall’area sosta di Fondi di Jenne (luogo di rilascio dei cervi reintrodotti), in senso antiorario e seguendo i segnavia, il sentiero entra in faggeta e, con una serie di saliscendi, in 20 minuti arriva ad un’altra area di sosta.

Proseguendo su strada bianca, a destra verso il Volubro Nuovo, girando a sinistra, si passa vicino al Pozzo della Neve (deposito naturale di neve utile nel lontano passato). Continuando in discesa per una valletta, arrivati presso una strada la si risale passando al lato di Pozzo della Creta Rossa (importante per via del primo salto profondo circa 100 metri).

Attraversata la provinciale Jenne-Livata, si procede salendo dolcemente. Da qui e fino a Colle Campitellino, la faggeta si intercala a pascoli sempre più frequenti fino ad arrivare sul crinale erboso e panoramico che conduce alla cima.

Il ritorno, diverso dall’andata, discende le coste erbose del colle, e dopo una breve faggeta, percorre il lungo prato dei Campitelli dove occorre stare attenti ad un pozzo carsico non protetto su un lato. Alla fine dei prati si rientra in faggeta per affrontare la salita che porta sulla cresta del Colle della Colubretta; luogo privilegiato da dove ammirare l’intera piana carsica di Fondi di Jenne. Il sentiero di cresta finisce su una sterrata, la si percorre in discesa fino alla piana, attraversando quest’ultima fino al luogo di partenza.

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