Sulle Montagne del lago di Como – 1° itinerario

18 marzo 2020 - 9:48

Dai Monti di Breglia si continua lungo la carrareccia diretta verso la Val di Greno fino a raggiungere l’inizio del sentiero (cartello) che si alza a sinistra verso una casetta (fontana), e prosegue toccando alcune baite e attraversando un bosco di betulle.


Dopo un traverso in lieve salita in direzione sud-ovest, si costeggia una zona di rimboschimento dove si lascia a destra una variante diretta più rapida (sentiero panoramico alto) che può essere percorsa in discesa. Si continua in piano, si attraversa in costa la testata della Val Pessina con un saliscendi per superarne il torrente e infine si risale l’opposto costolone erboso (inserimento sul sentiero proveniente da Plesio) fino al rifugio Menaggio alla Mason del Fedèe (1400 m; acqua di fontana; ore 1,30).


Il rifugio può essere di solito raggiunto a piedi con le racchette nello zaino. Si prosegue alle spalle del rifugio, si rimonta la costa erbosa in direzione nord e, lasciando sulla destra il sentiero che taglia in costa la Val Pessina, ci si alza alla Forcoletta (1627 m), una depressione della cresta nord est del Monte Grona.


Da qui passa la faglia della Grona, ben conosciuta dai geologi, che divide le rocce calcaree del Grona da quelle metamorfiche del Monte Bregagno. Il cambio di roccia è ben visibile nel contrasto fra le forme dolomitiche, aspre ed impervie del Grona, e quelle più dolci e tondeggianti del largo ed erboso Costone del Bregagno.


Si piega quindi a destra e si percorre il panoramico Costone del Bregagno che divide il bacino del Lago di Como dalla Val Sanagra. Con un saliscendi si giunge così alla sella di Sant’Amate con l’omonima cappelletta (1623 m). Sant’Amate, chiamato localmente Sant’Amàa, non è altro che San Mama, ricordato in Valsolda come San Mamete, originario di Cesarea in Macedonia.


Alle spalle della chiesetta si continua a rimontare l’ampio pendio che porta su di una anticima (il Bregagnino; 1905 m). Si scende quindi alla sella successiva e si affronta il ripido ma largo pendio finale fino alla vetta su cui è posta una grande croce (2107 m). Vastissimo il panorama su tutto il bacino del lago diviso in due rami dalla penisola di Bellagio. Si scende per lo stesso itinerario di andata.

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