Dolomiti: la traversata del Gruppo del Sella

Siamo nelle Dolomiti: il Passo Pordoi, insieme ai passi Sella, di Campolongo e Pordoi, sono le tappe del famoso “Sella Ronda”, il periplo del massiccio, percorribile in auto o a piedi, d’estate, e con impianti e sci, d’inverno.

16 agosto 2020 - 20:21

Ogni valico può essere punto di partenza per escursioni, non solo sul gruppo del Sella ma anche sulle montagne circostanti. Qui descriviamo la grande traversata del Gruppo del Sella.

Dal Passo Pordoi (2242 m) si prende la funivia del Sass Pordoi (2952 m). Volendo è possibile salire a piedi la ripida e sconnessa forcella Pordoi (nr 627, EE, 1.30 ore).

Si giunge così, in pochi minuti, in un ambiente unico e suggestivo, un autentico deserto di roccia, solcato da spettacolari canyon delimitati da ripide e frastagliate pareti.

Dopo una breve sosta panoramica si scende per una decina di minuti sino alla forcella Pordoi e all’omonimo rifugio (2848 m).

Si continua lungo il sentiero nr 627 sino ad un bivio, con cartelli. Seguendo le indicazioni, Piz Boè e Piz Fassa, si giunge per pietraie e tratti rocciosi alla base della piramide sommitale. Si prosegue su facili roccette, con qualche breve tratto esposto, sino alla vetta e al rifugio Piz Fassa (3152 m).

Una discesa ripida conduce ad una cengia esposta (corde fisse) e ad un canalone, spesso ghiacciato.

Una ripida pietraia, in discesa, conduce all’altipiano del rifugio Boè (2873 m).

Si segue ora il segnavia nr 666/647 lungo pietraie e nevai, in direzione della forcella d’Antersàss, sino al limite dell’altipiano, quotato 2966 m e, continuando per ripide pietraie, si giunge ad un gradone superabile con funi metalliche (attenzione, rocce scivolose).

Si scende lungo il ripido vallone Pissadù in fondo al quale si trovano il laghetto e l’omonimo rifugio (2587 m).

Seguendo le indicazioni (nr 666), si cammina sino al dirupo roccioso che delimita l’intaglio roccioso della Val Setùs.

In ripida discesa, con funi metalliche e pioli, si scende lungo il ripido canalone, spesso innevato anche in estate inoltrata. Al termine della forcella si prosegue, con qualche saliscendi, in direzione del Passo Gardena, ammirando il frastagliato gruppo del Cir.

Variante: dal rifugio Boè è possibile scendere a Colfosco, percorrendo la lunghissima e solitaria Val de Mesdì (nr 651, EE, funi metalliche, neve; 4 ore).

 

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