Valgrisenche, il volto più autentico della Vallée: il Lago di Lolair

20 maggio 2018 - 14:49

Una vallata che fa della tradizione rurale e di un turismo per intenditori le sue principali risorse, tra vette grandiose e splendidi ghiacciai.

L’envers è per la montagna sinonimo di luogo inospitale: l’esposizione a settentrione rende difficile il soleggiamento, generando difficoltà all’agricoltura, nelle comunicazioni durante l’inverno, nella vita quotidiana. La Valgrisenche è un caso emblematico di vallata rivolta all’envers: se si aggiunge che vi si accede per un passaggio angusto e battuto dalle valanghe, non è difficile immaginare che questa parte della Val d’Aosta sia rimasta isolata, poco abitata e in tempi più recenti al di fuori dei circuiti turistici principali.

Lo sguardo sinistro dei ruderi del castello di Montmayeur, edificato nel sec. XV dall’ultimo discendente dei signori della Contea di Montmayeur (Savoia) per sfuggire alla giustizia dopo un vile delitto, ruderi visibili sul lato orientale della vallata poco a monte di Arvier, sembrano rendere ancora più arduo l’accesso al solco vallivo che risale verso il Rutor e l’Ormelune.

Lasciato alle spalle il severo maniero, si capisce presto che l’asprezza della montagna non ha favorito il sorgere di insediamenti abitativi: solo piccole frazioni, e il primo ed unico borgo importante è infatti proprio il Chef-Lieu.

L’agricoltura di montagna è ancora una risorsa, affiancata oggi da un turismo discreto: le tradizioni continuano a vivere nelle manifestazioni come le Batailles des Reines, scontri incruenti tra le regine dei pascoli che avvengono solitamente tra fine estate e inizio autunno, o nella produzione dei “draps”, tessuti in lana prodotti con i métiers, telai di origine rinascimentale.

Negli anni ’70 Attilio Boccazzi Varotto nei suoi “Conte di Baou” confessava di avere rinvenuto in valle soltanto una leggenda: un’ulteriore testimonianza che la vita era stata in passato tanto dura da non permettere alla fantasia di esprimersi?

La natura sorprende tuttavia chi la ama: così, in bassa valle, con una modesta deviazione a La Ravoire ed una breve camminata, si potrà visitare la Riserva di Lolair (m 1175), area protetta dal 1993, che ha in uno splendido laghetto circondato dai canneti la gemma più lucente, incastonata alle falde del Rutor in un ambiente che ospita preziose curiosità botaniche.

L’ITINERARIO: IL LAGO DI LOLAIR

Lolair è un grazioso lago circondato da canneti, boschi di conifere e betulle, adagiato tra dossi di origine glaciale: ospita alcune specie vegetali rare, come la Potentilla pensylvanica. L’itinerario di salita offre interessanti scorci su Arvier e sui ruderi Castello di Montmayeur.

Dal piazzale si segue sempre la strada sterrata (iniziale segnavia 3, quindi 20 e 100), che sale con numerosi tornanti in un bosco di latifoglie. La carrareccia termina presso un pilone votivo: si prosegue diritto in piano e, mantenendosi sul tracciato verso valle, poco prima di una baita, si può scorgere sul lato opposto della montagna la torre del castello di Montmayeur; continuando ancora diritto su terreno pianeggiante, con breve camminata si raggiunge a vista il laghetto.

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