Valtellina: con le ciaspole da Campo Moro all’Alpe Prabello

La meraviglia della Valtellina d'inverno: un itinerario con le ciaspole tra ponticelli, rifugi e case immerse nella neve, nel cuore delle Alpi.

20 gennaio 2021 - 13:56

La Valtellina oltre lo sci: con le ciaspole nella natura incontaminata

Solitamente, per chi pensa alla Valtellina in inverno, l’immaginazione corre alle piste da sci ma, con uno sguardo più attento, ci si rende conto che questa valle, nel cuore delle Alpi, è territorio ideale per famiglie alla ricerca di luoghi incontaminati e alla portata anche dei più piccoli.

Luoghi dove trascorrere giornate immersi nella natura e passeggiare nei borghi la sera, magari prima di raggiungere una baita e gustare un meraviglioso taròz arricchito da formaggio d’alpe accompagnati da un ottimo vino valtellinese.

In tutta la valle è possibile fare escursioni con le ciaspole sia di giorno che nelle notti di luna piena.

La neve, riflettendo la sua luce, rende ancora più affascinante il paesaggio che si presenta in una veste decisamente inconsueta.

Il panorama che si incontra è ovattato, con il manto nevoso uniforme e si possono osservare le impronte degli animali selvatici che possiamo provare a riconoscere, o, se si è ancora più fortunati, addirittura vedere.

 

L’itinerario: con le ciaspole in Val Malenco

 

Il percorso che proponiamo si snoda nella bella Val Malenco, una delle più importanti valli laterali della Valtellina.

Parte da Campo Moro, una delle frazioni più remote del paese di Chiesa, particolarmente suggestivo e selvaggio nel periodo invernale.

Si lascia l’auto al parcheggio che si incontra sulla sinistra prima di raggiungere Campo Moro.

Da lì, con le ciaspole ai piedi, si imbocca la stradina che si snoda sulla destre e si percorrono alcuni tornanti prima di imboccare la strada agro-silvo-pastorale tra pini e ginepri.

Dopo pochi metri ci si lascia alle spalle il bosco e ci si trova davanti l’Alpe Campascio e il magnifico Pizzo Scalino dalla classica forma triangolare.

Sullo sfondo le Alpi imbiancate che confinano con la Svizzera fanno da cornice al panorama.

Si prosegue lungo la via battuta e si attraversa un piccolo nucleo di baite alpine abitate solo d’estate dagli allevatori di mucche.

Continuiamo lungo il sentiero che poco più avanti stringendosi si snoda sulla destra.

Attraversiamo un ponticello sotterrato dalla neve, fino ad un tratto pianeggiante che nella sue veste invernale ricorda i panorami infiniti dei paesi nordici.

Il rientro al punto di partenza

 

Il sentiero conduce ora ad un altro ponte che con la neve si intravede appena per condurre ad un breve tratto in leggera pendenza.

Si fa il giro di un piccolo dosso per raggiungere un altro tratto pianeggiante immerso in una conca che termina in una leggera salita.

Si raggiunge così un ultimo dosso.

Da qui arriviamo alla meravigliosa Alpe Prabello: un alpeggio che, come l’Alpe Campascio superata poco più in basso, viene abitato solo in estate dagli allevatori con il loro bestiame.

Vi sono svariate baite che si intravedono appena, una caratteristica chiesetta ed un rifugio alpino.

Si può rientrare percorrendo il sentiero in senso opposto.

Gli escursionisti esperti possono scegliere di chiudere l’itinerario ad anello e attraversare l’Alpe Prabello tenendo il Pizzo Scalino sulla destra e il confine di Stato davanti a se.

Si percorre il lungo piano e si prosegue seguendo la traccia a volte poco visibile svoltando a sinistra.

Tra vari saliscendi si raggiunge l’appena visibile Lago dei Pesci.

Dal bivio per Prabello si rientra seguendo la via percorsa poco prima.

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