Sulle colline del Verdicchio: Escursione all’Eremo dei Frati Bianchi

20 maggio 2019 - 16:18

Proprio al centro delle Marche, nel cuore verde d’Italia, il corso del fiume Esino, nel suo incedere millenario verso la costa adriatica, ha dato vita a piccole valli e rilievi appenninici che degradano dolcemente verso il mare.

Su queste colline disseminate di borghi medievali si tramanda il segreto di un vino prodotto a partire da un vitigno autoctono, il Verdicchio, secondo tradizioni gelosamente custodite e da sempre, generosamente offerto ai visitatori. Pochi sanno che questo prezioso frutto della laboriosità contadina marchigiana nasce, nella sua varietà più pregiata, proprio su queste colline. E non è un caso.

Le colline esine sono tra le più esposte alle correnti che provengono dal mare e contemporaneamente a quelle più fresche del nord, così da dar vita a escursioni termiche ideali per i vini bianchi. Così come è ideale la variabilità microclimatica con terreni ad alto contenuto di calcare.

Quello che vi proponiamo è un bellissimo itinerario nel cuore delle terre del Verdicchio, tra colline e boschi, alla scoperta dell’antico Eremo dei Frati Bianchi.

Descrizione

Ci incamminiamo lungo il sentiero che, costeggia il ruscello e sale attraverso un bel bosco, caratterizzato per lo più dalla presenza di pioppi neri e bianchi.

Alcuni esemplari sono altissimi, raggiungono i 30 metri e ci accompagnano con le loro fronde lungo il cammino insieme con salici, equiseti, carice maggiore, canapa acquatica. Una presenza particolare è invece quella del raro ontano nero.

Procediamo lungo il sentiero immerso nella quiete del bosco salendo in lieve pendenza, fino a che, giunti ad una confluenza di corsi d’acqua, ci allontaniamo dal ruscello che con il suo rilassante rumore ci aveva accompagnato fin qui, per iniziare a salire in pendenza maggiore per circa 250 metri.

La salita termina in un’ampia radura dove finalmente prendiamo fiato. In fondo alla radura vediamo il complesso monastico, noto come l’Eremo dei Frati Bianchi, risalente al XV-XVI secolo, molto articolato ed esteso, di eccezionale valore storico-architettonico.

L’edificio è scavato nella roccia ed è perfettamente integrato nel paesaggio naturale circostante. Sulla sinistra, al di sopra delle pareti rupestri che sovrastano il monastero, si ha un bosco di lecci. Il versante di destra è invece ricoperto da un bosco ceduo, caratterizzato da ornielli, aceri, roverella e cerri. Torniamo lungo lo stesso percorso al luogo di partenza.

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