Via Francigena: Da San Gimignano a Monteriggioni

20 maggio 2018 - 14:37

Quella che da San Gimignano porta a Monteriggioni è sicuramente una delle tappe più belle della Via Francigena. Già i punti di partenza e arrivo del percorso offrirebbero suggestioni ed elementi di interesse sufficienti a giustificare la fatica del cammino, ma il bello è che, fra queste due perle di storia e arte, si percorrono sentieri che offrono scorci di paesaggio toscano straordinariamente suggestivi.

Si lascia San Gimignano uscendo da Porta San Giovanni, diretti verso l’abbazia benedettina di Monte Oliveto Minore. Poco prima dell’abitato di Santa Lucia, si lascia la strada asfaltata, prendendo la sterrata sulla destra che porta al guado sul Borro degli Imbotroni e, dopo aver risalito un vallone, transita ai piedi del castello di Montauto. Superato un altro guado si comincia a risalire verso la Torraccia di Chiusi, antica torre-castello eretta dagli Abbracciabeni.

Seguendo il greto del torrente Foci, il percorso scende fino al Molino d’Aiano, molto probabilmente corrispondente alla stazione della Francigena che il vescovo Sigerico citava col nome di “Sce Martin in Fosse”.

Una bella stradina alberata tocca Molino del Sasso e incrocia la provinciale nei pressi di Campiglia, per proseguire, in direzione sud, fino a Badia a Coneo, abbazia di origine longobarda appartenuta ai monaci vallombrosiani.

Il percorso della Francigena, sempre ben segnalato, si sviluppa lungo le stradine secondarie, spesso sterrate, toccando i villaggi di Quartaia, di Fabbrica e Onci, giungendo al mulino di Calcinaia e da lì al ponte sull’Elsa, all’altezza di Gracciano, dove si trovava la stazione di Aelsa, sorta nei pressi dei Bagni delle Caldane, di epoca etrusca-romana. All’altezza di Pietreto lasciamo alla nostra destra il corso dell’Elsa per dirigerci a est, verso il borgo fortificato di Strove, edificato nel 994 dai signori di Staggia, e verso il castello di Petraia. Giunti all’incrocio con la provinciale, la si segue verso sinistra, per arrivare alla Badia a Isola, monastero sorto nel X secolo, segnalato, nel “road book” di Sigerico, come Burgenove.

Ancora poca strada e, finalmente, si giunge al cospetto dell’inconfondibile sagoma del castello di Monteriggioni, cittadella fortificata dai senesi nel 1213 contro l’avanzata fiorentina.

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