Emilia Romagna: Via Romea Germanica di Stade

Tra i borghi dell'Appennino dell'Emilia e della Toscana, si sviluppa la Via Romea Germanica di Stade

21 maggio 2020 - 13:33

Molti fra gli abitanti dei comuni appenninici tra Romagna e Toscana conoscono, anche solo per nome, il Passo dell’Alpe di Serra (1148m), fra questi sono diversi coloro che hanno sentito parlare di Via Vecchia Romagnola precedente al Passo dei Mandrioli (1173m), o addirittura di Via Maior, come la descrivono atti notarili camaldolesi da poco dopo il 1000 ai nostri giorni.

Molti abitanti della Valle Santa, dalla parte della Toscana a della valle del Savio sul versante romagnolo ricordano che i nonni traversavano l’Appennino, per lavoro, per acquisti o per vedere la loro fidanzata per l’Alpe di Serra. La Via Romea Germanica di Stade veniva utilizzata per raggiungere Roma, da Stade.

Il tratto relativo a questo territorio di snoda da Ferrara a Bagno di Romagna ed è lungo complessivamente 214 km. A Ferrara si trova la cattedrale, così come il Castello degli Este che governarono sulla città per quasi tre secoli rendendola capitale di un piccolo, ma duraturo stato regionale.

Ad Argenta si possono visitare, tra gli altri monumenti e luoghi, la Pieve di San Giorgio e il Santuario della Celletta e alcune zone naturalistiche nel territorio del Parco del Po.

Lungo l’itinerario, spesso, si incrocia o si costeggia il fiume Reno. Con alcune varianti, è anche possibile percorrere un tracciato in riva al mare.

Si passa poi per la “Capitale del Mosaico”, Ravenna. Storicamente fu capitale per ben tre volte: dell’Impero Romano d’Occidente (402 – 476), del Regno degli Ostrogoti (493 – 553-Re Teodorico) e dell’Esarcato Bizantino (568 – 751).

La città può vantare il complesso dei primi monumenti cristiani, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Questo itinerario percorribile a piedi, in auto a cavallo o in bicicletta, ripercorre il tratto della Via Romea Germanica di Stade da Ferrara a Bagno di Romagna, complessivamente per un totale di 214 chilometri.

I lastricati, i ciottolati, le massicciate di molti tratti di questa strada, tra Bibbiena e Bagno di Romagna, hanno colpito l’immaginazione di molti curiosi, appassionati di storia ed archeologia, o anche cercatori di funghi, che hanno spesso attribuito il nome di Strada Romana a quella che è in realtà una strada preesistente la conquista romana anche se nulla di specificamente “romano” è oggi visibile lungo il percorso ed i lastrici e le massicciate non risalgono che a pochi secoli fa.

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