Trekking sul Lago d’Iseo: dalle Piramidi di Zone al Monte Guglielmo

Un itinerario con panorama sul Lago d'Iseo e la Val Trompia a partire da Zone, famosa per le rocce che sembrano disegnate da uno scultore, fino al Monte Guglielmo, cima con vista sulle Alpi

1 marzo 2021 - 16:07

Le Piramidi di Zone, le rocce immaginifiche del Lago d’Iseo

Nella parte settentrionale del Lago di Iseo c’è un’area che sembra modellata da un artista eclettico: sono le piramidi di Zone, bizzarre formazioni rocciose di origine morenica che si ergono con le loro geometrie tra gli alberi.

Conosciute anche come Camini delle fate, le Piramidi di Zone sono frutto dell’erosione dell’acqua.

 

La zona circostante alle Piramidi è stata dichiarata riserva regionale e rappresenta il punto di partenza per itinerari alla portata di tutti che consentono di ammirare le curiose formazioni da diverse angolazioni.

Da Zone parte anche un’escursione più impegnativa verso il Monte Guglielmo, che con i suoi 1.957 metri d’altezza domina la pianura bresciana separando il bacino del Lago d’Iseo alla Val Trompia.

L’itinerario

Si parte dal cimitero di Zone seguendo il rio Valurbes.

Si raggiunge la chiesetta della Madonna del Disgiolo, presso cui si possono trovare antiche orme di dinosauri su una parete di roccia dell’epoca del Triassico.

Proseguendo per 20 minuti si giunge alla croce di Zone, dopodiché si gira a destra in salita seguendo il segnavia CAI 234.

Superando un cancello si entra nel pascolo di malga Aguina e si prosegue su carrareccia fino ad un’area di sosta dove si trova una pozza.

Si lascia il sentiero 208 per Passabocche e si segue una traccia lungo la cresta panoramica. Da qui inizia il tratto più ripido, seguendo una traccia inerbita, da cui la vista spazia dal Monte Rosa all’Adamello.

Proseguendo si incrocia il sentiero 201, che va seguito fino al Rifugio Almici. Da questo punto si continua a salire verso la vetta, che si raggiunge in una ventina di minuti.

Al ritorno si scende fino al rifugio proseguendo poi sul sentero 227.

Continuando dal sentiero, si imbocca una strada a destra e si rincontra il 227 (attenzione a non imboccare il 227A). Si costeggia la malga Palmarusso di Sotto e successivamente si giunge a Malga Casentiga.

Continuando sulla carrareccia principale si incontra l’acciottolato della Val Vandul.

A fianco della strada si possono ammirare le 45 statue intagliate del “Bosco degli Gnomi”, realizzate dall’artista Luigi Zatti e rappresentanti personaggi immaginari che popolano i boschi.

Si prosegue ancora e in pochi metri si raggiunge la chiesa parrocchiale, da cui si arriva al punto di partenza.

 

In apertura Ph.:Gettyimages/1171921208

 

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