19 marzo 2020 - 10:56

In un’atmosfera tipicamente mediterranea, percorriamo i sentieri litoranei, antiche strade e ripide gradinate. Davanti a noi si staglia il blu del mare. Naturale domandarsi in che condizioni versa questa immensa distesa d’acqua.

Al nostro mare non facciamo mancare nulla: tra ecomostri costieri, inquinamento e violazioni di norme dell’Unione Europea in tema di tutela ambientale possiamo tracciare un quadro impietoso dello stato di salute del Mediterraneo. Bombe e rifiuti tossici, cemento abusivo e scarichi illegali, sversamenti di petrolio e bracconieri, sapendo che il mare nasconde tutto questo compromettiamo l’equilibrio del delicato ecosistema marino!

Ecco i dieci principali nemici:

  1. I troppi scarichi fognari non depurati, con una percentuale rispetto al totale che viola i limiti imposti dalla direttive europee;

  2. Il cemento sulla spiaggia, con gli ecomostri lungo le nostre coste;

  3. Le trivellazioni di petrolio, quindi raffinerie, grandi porti petroliferi e piattaforme di estrazione off-shore;

  4. Il traffico delle petroliere che solcano le nostre acque, la lista degli incidenti con sversamento è ben nota, dalla Haven all’Agip Abruzzo alla Chemstar Eagle;

  5. I rifiuti plastici in mare, davvero troppi, basti pensare che l’Italia è la prima nazione europea per consumo di sacchetti di plastica;

  6. La pesca illegale, che ci ha fatto finire nella lista nera dell’agenzia federale statunitense NOAA (National Oceanic and Atmospheric Admistration) per non aver attivato adeguate misure di contrasto;
  7. Le navi dei veleni, relitti carichi di rifiuti tossici e radioattivi probabilmente affondati per nascondere attività criminali;

  8. L’inquinamento industriale che ci è costato l’ennesima condanna da parte della Corte di giustizia europea per la violazione della direttiva sulla prevenzione e riduzione delle emissioni inquinanti dagli impianti industriali. Ammontano a 10 miliardi di tonnellate gli scarichi industriali e civili che ogni anno vengono sversati nel mare;

  9. L’erosione costiera e il carbone delle centrali termoelettriche sulla costa che non fa che aumentare con il passare degli anni, aumentando l’esposizione al combustibile fossile più dannoso per la salute dell’ambiente e delle persone.

  10. La pressione antropica: lungo le sponde del bacino del Mediterraneo, mare chiuso, vivono circa 129 milioni di abitanti con un trend di crescita demografica sostenuta, quindi la pressione urbana, industriale, agricola e turistica è sempre più insistente.

Anche lo stato dei corsi d’acqua dolce non è dei migliori e il Mediterraneo è un mare chiuso, quindi si versano le acque di circa 70 fiumi che si portano appresso 3600 tonnellate di fosfati, oltre 1 milione di tonnellate di azoto, 100 di mercurio, 60.000 di detergenti di varia natura, metalli pesanti ed i composti organici clorurati sono persistenti e difficilmente biodegradabili, 260 tonnellate di cromo cui vanno aggiunte un milione di tonnellate di petrolio provenienti dal complesso delle attività ad esso legate.

Testo di Enrico Bottino

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Dolomiti del Brenta: riapre il Rifugio Maria e Alberto ai Brentei

Dolomiti: arriva il Bike e Music Festival in Paganella

Suoni delle Dolomiti: torna la musica sulle montagne più belle del mondo