Alta montagna: 4000 alla portata di tutti o quasi

16 giugno 2020 - 9:24

Forse è abusato e altisonante, ma è quello che più si addice a ciascuno degli itinerari che vi proponiamo, dedicati alla scoperta dell’alta montagna, oltre il limite dei 3 e 4000 metri.

Questa volta abbiamo lasciato il sentiero sicuro dell’escursionismo alla portata delle gambe di tutti (sacrosanto vessillo della nostra rivista) per addentrarci su percorsi più impervi, in equilibrio non proprio stabile fra trekking impegnativo e alpinismo facile.

Anche se per qualche pagina ci ritroviamo a parlare di piccozze e ramponi, di creste e crepacci, ciò che vogliamo raccontare e condividere con i nostri lettori è ancora e sempre la semplice e straordinaria emozione di “essere là fuori”, di andare alla scoperta della natura e del mondo che ci circonda: con i piedi, con tutti i cinque sensi e con la testa.

Questo è il nostro concetto di outdoor e di avventura, grande o piccola che sia. Un concetto che si rifiuta di stare rinchiuso fra le sbarre delle scale di difficoltà dell’escursionismo e dell’alpinismo: T, E, EE, EEA, F, PD, PD+ e via dicendo…, sono solo simboli, banali indicazioni delle difficoltà tecniche.

L’avventura li attraversa da parte a parte e nemmeno se ne accorge. Capita di incontrarla anche su un sentiero Turistica, magari vestita da casaro mentre lavora il caglio con metodi e attrezzature che a certi “burocrasettici” farebbero venire un eritema al solo pensarci, ma che a guardarli con l’occhio e lo spirito del camminatore, ti possono accompagnare per mano in un viaggio indietro nel tempo di forse mille anni e centinaia di vite.

L’avventura è fatta così: quando passa la riconosci perché ti lascia sempre qualcosa… per qualcuno è un eritema, per altri un’emozione, una sensazione, un ricordo, una conoscenza che ti rendono diverso da quello che eri prima.

A la recherche de la grand course

Il volto dell’avventura di cui vogliamo raccontare in queste pagine però non è quello che si può incontrare su un sentiero di fondo valle. I nostri cugini francesi sono riusciti a trovagli un nome che ne tratteggia bene i lineamenti.

Loro chiamano “grand courses” tutti quegli itinerari che, indipendentemente dal grado di difficoltà, ti portano attraverso la natura più selvaggia e incontaminata.

È un bel nome “grand course” (accidenti, qualche merito tocca darlo ai cuginastri!) fa pensare alla magnificenza del luogo dove stai andando e ti avverte che da quel posto non ne potrai entrare ed uscire con un semplice schioccare di dita.

Dovrai affrontare un viaggio i cui tempi e le cui regole non sono dettate solo da te, ma anche e soprattutto dalla natura, una natura un po’ diversa da quella “a misura d’uomo”, accogliente e sorridente dei sentieri di bassa e media montagna.

Ecco, l’avventura che potrete vivere percorrendo gli itinerari che vi proponiamo sta proprio qui, nell’emozione di trovarsi al confronto con l’alta montagna, in un ambiente grandioso, ma anche duro, difficile e per certi aspetti ostile.

Quando cammini su un ghiacciaio alla luce della lampada frontale o segui un filo di cresta nell’aria limpidissima del mattino c’è sempre una sottile inquietudine che ti accompagna: è la sensazione che ti avverte che sei nella terra delle rocce e dei ghiacci, non degli uomini!

Questo mondo meraviglioso noi lo possiamo solo attraversare come ospiti temporanei e, per farlo senza mettere inutilmente a rischio la nostra sicurezza, dobbiamo usare scienza, coscienza e umiltà.

Le regole del gioco

Inutile in questa sede mettersi a fare lezioni dettagliate sulle tecniche alpinistiche che serviranno nelle escursioni che andiamo a presentare.

Per questo ci sono fior di manuali, redatti da chi ha certo maggior titolo di noi in relazione all’argomento, e soprattutto, ci sono la preparazione, l’esperienza e l’allenamento personali, che ciascuno di noi deve saper valutare onestamente, prima di impegnarsi in qualsiasi salita.

Qualche consiglio di massima però ci sentiamo di darvelo, almeno per quanto concerne l’approccio generale all’utilizzo delle attrezzature alpinistiche richiesto da questo tipo di escursioni.

Piccozze, ramponi, corde e imbraghi sono attrezzi che non basta avere addosso per poter procedere in sicurezza: spesso un loro utilizzo errato può causare più danni che benefici!

Ad esempio non basta legarsi in cordata quando si va su un ghiacciaio. Bisogna anche farlo nel modo giusto e conoscere (non solo nella teoria, ma pure nella pratica!) le manovre necessarie per trattenere una caduta o effettuare un recupero da crepaccio.

Questo vale tanto per chi fa alpinismo estremo, quanto per chi affronta il più “banale” dei ghiacciai, sulla più facile delle montagne.

Insomma, se avete comprato solo l’altro ieri la vostra prima piccozza su Amazon, o se l’ultima volta che avete calzato i ramponi Pertini era ancora presidente della Repubblica… beh, forse è meglio che vi scegliate come compagno di cordata qualcuno di più provata e fresca esperienza, o, meglio ancora, che vi affidiate ad una guida alpina.

Non dimenticate, infine, che le informazioni che vi forniamo sugli itinerari non possono che darne un’idea generale: i percorsi di alta montagna possono subire cambiamenti anche molto significativi, a seconda della stagione, delle condizioni di innevamento, della temperatura, ecc.

Quindi, prima di affrontare la vostra avventura, documentatevi sempre, ricercando informazioni aggiornate (quelle fornite dalle guide alpine locali sono sempre la “prova del nove”, ma oggi è facile trovare su internet forum alpinistici con report dettagliati e immagini delle salite più recenti).

Su quello che è meglio NON fare nelle gite in alta quota, qualcosa possiamo dirvelo anche noi: date un’occhiata al nostro: NONvademecum delle escursioni su ghiacciaio…

Se invece siete in cerca di qualche buon consiglio sull’attrezzatura leggete i nostri approfondimenti dedicati a piccozze e ramponi da ghiacciaio:

> Le piccozze classiche per neve e ghiacciaio

> Sul ghiacciaio in punta di ramponi

I nostri itinerari consigliati per camminare a 4000 metri

Non poteva mancare una panoramica dei più interessanti, a nostro giudizio, itinerari per appassionati di escursionismo “avanzato” con facili itinerari su ghiacciaio per arrivare all’ambita quota di 4000 metri!

Gran Paradiso: la via normale

Breithorn, il primo Quattromila

Lyskamm, la vetta più elegante del Monte Rosa

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Foto di David Agostinelli e Cesare Re

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