Argentera: tre itinerari al cospetto della regina delle Alpi Marittime

19 marzo 2020 - 15:34

Ai piedi della regina delle Alpi Marittime, c’è scelta per tutti, per le famiglie con bambini e per gli escursionisti più esigenti.

I rifugi che si trovano al cospetto di sua maestà l’Argentera possono rappresentare il traguardo finale di queste lunghe camminate, autentici interpreti della montagna più vera, fatti per dare riparo dal freddo, dai venti, dalla neve, per essere rassicuranti e nulla più, senza snaturarsi alla ricerca di quegli eccessi che altrove li fanno assomigliare a dei veri e propri alberghi.

Qui, l’amicizia con chi ha eletto queste montagne a loro dimora, i gestori dei rifugi, diventa un valore aggiunto al grande patrimonio ambientale e paesaggistico del massiccio dell’Argentera.

Chi trova un rifugio trova un amico

Vademecum del pernottamento in rifugio

Camminare sui sentieri della Regina

Camminare, osservare, seguire il flusso dell’acqua che percola dall’alto, dai nevai perenni; emozionarsi al fischio della marmotta, goffa ma agile, oppure alla vista del superbo stambecco o del camoscio timoroso che fugge tra i detriti e gli sfasciumi che si depositano sotto alle impressionanti pareti delle Alpi del Sole, roccaforti di roccia invalicabili e punto fermo del Vallo Alpino Occidentale.

Sui sentieri della biodiversità: lo stambecco, re delle cime

Sui sentieri della biodiversità: il camoscio, signore delle rocce

Di questa immane opera difensiva, che tra le due guerre trasformò le Alpi in un “cantiere aperto”, rimangono oggi fatiscenti fortini, bunker, caserme e chilometri di carrarecce militari che consentivano lo spostamento di truppe e il trasporto di cannoni dal fondovalle ai valichi dove tenere in scacco il nemico.

Oggi, il Parco Nazionale delle Alpi Marittime eredita una rete estesissima di percorsi, molti selciati e altri intagliate nella roccia, che oltre a rappresentare un vero capolavoro di ingegneria militare, offre agli amanti del camminare un numero incalcolabile di itinerari.

L’escursionista si ritrova così a percorrere le strade lastricate dell’ultima guerra, ottenute rimettendo a nuovo le mulattiere percorse da re Vittorio Emanuele II durante le battute di caccia nella antica Riserva reale, oppure le vie del sale e le antiche direttrici che consentivano ai mercanti di scavalcare a dorso di mulo l’impervia catena alpina cuneese.

Gli itinerari descritti si addentrano in solitari valloni, mostrano splendidi specchi d’acqua, scavalcano valichi, fino a raggiungere i rifugi, tutti sopra i 2000 metri, dove conoscere i loro gestori che hanno eletto queste splendide montagne a loro dimora.

Terme di Valdieri, Valasco e laghi della Valscura

Rifugio Genova e il Lago del Chiotàs

Rifugio Morelli-Buzzi e il Vallone di Lourousa

Testo e foto di Enrico Bottino

 

 

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