Dove ascoltare il bramito dei cervi

Il fascino di una serata trascorsa nel folto del bosco, attenti a percepire i suoni che provengono dal buio: è la voce del cervo che annuncia il suo ritorno. È l’emozione del bramito!

19 marzo 2020 - 13:52

Non è raro sentire il bramito del cervo nei boschi durante le nostre escursioni autunnali.

Ottobre è il periodo più indicato per osservare e ascoltare questi ungulati che in araldica sono simbolo di nobiltà antica e generosa oltre che di longevità; in verità questo bellissimo mammifero in passato ha rischiato di scomparire in molte regioni d’Italia.

Oggi fortunatamente questo pericolo non esiste più, anzi, in tutti i Parchi Nazionali e Regionali dove i branchi sono stati introdotti i cervi sono aumentati di numero, rimarcando, ad ogni censimento, la presenza di nuovi esemplari.

La valutazione sulla consistenza della popolazione di cervi si basa sul radiocollare e soprattutto sull’ascolto del bramito durante la stagione degli amori.

Tra le aree protette in cui il ritorno del cervo ha avuto maggior successo citiamo il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, in Toscana, il Parco Nazionale d’Abruzzo – dove la presenza di branchi di cervi alle pendici del Monte Godi o lungo i versanti laziali è ormai storica – le Montagne della Duchessa, il Parco del Velino-Sirente, il Parco Regionale dei Monti Simbruini e altri parchi appenninici, come il Pollino, il Cilento-Vallo di Diano, il Gran Sasso-Monti della Laga, i Monti Sibillini e le Montagne della Duchessa.

Alcuni Ente Parco organizzano escursioni guidate in orario notturno, presso località appositamente studiate nel corso di lunghi sopralluoghi.

La regola da osservare è una sola: restare con le orecchie tese, pronti a sentire i bramiti! L’ascolto resta un’esperienza di grande fascino per gli appassionati di natura.

Che sia il cervo il motore di un nuovo sviluppo turistico e ambientale delle montagne? Ce lo auguriamo e cogliamo l’occasione per descrivere di seguito alcuni tra i principali itinerari in Italia dove l’incontro ravvicinato con questi animali può rivelarsi una bella sorpresa.

Dove avvistarli o ascoltarli

I maschi di cervo in età riproduttiva sono coinvolti in un antico rituale di lotta e corteggiamento: un’esperienza suggestiva, quella del censimento, per tutti coloro che vogliono vivere l’emozione del contatto diretto con uno dei più sorprendenti eventi della natura, oltre alla consapevolezza di contribuire con un piccolo grande aiuto alla salvaguardia di questo fantastico animale.

Consigliamo a tutti voi di visionare i siti dei parchi citati in questo servizio perché è facile che le guide ambientali organizzino escursioni notturne per l’avvistamento e ascolto di questo imponente ungulato italiano. Qui di seguito vi suggeriamo alcuni percorsi: se la fortuna sarà dalla vostra potreste avvistare questi magnifici animali.

IL SENTIERO DEI TEDESCHI –  In autunno il cervo entra nella stagione degli amori e, con il sottofondo di un maestoso concerto di possenti “bramiti”, è facilissimo riuscire a scorgerlo nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

Se volete cogliere l’occasione per fare quattro passi suggeriamo il sentiero dei Tedeschi, con partenza da Montanino di Camaldoli, Poppi (m 990).

 

 

IL PARCO NATURALE PANEVEGGIO PALE DI SAN MARTINO – Paneveggio si presenta come un’ampia radura con un panorama straordinario sul Lagorai a Sud e le spettacolari guglie delle Pale di San Martino, esaltate dal becco del Cimon della Pala, a Est.

Dal parcheggio di Pulesi, sul bordo del lago artificiale di Forte Buso, parte il sentiero Panaveggio vetta del Clobricon nr. 337 che porta con una lunghissima salita, ripida nella parte terminale, fino a Forcella Ceremana, con un dislivello di quasi 1000 metri.

Altro suggerimento nel Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino: lungo il sentiero di San Giovanni si attraversa la parte alta della foresta del Paneveggio (famosa per il legno d’abete utilizzato dai liutai), dove frequentemente si nota la presenza di cervi e di caprioli, per uscire poi sui pascoli di malga Juribello, ai piedi del Castelaz.

L’ANELLO DEL COLLE CAMPITIELLO – Spostiamoci a sud: da uno dei prati carsici più belli del Parco dei Monti Simbruini, attraversando faggete e pascoli alla ricerca di fatte di cervi, caprioli, lupi ed altri animali, si arriva alla panoramica gobba di Colle Campitellino.

Qui la vista si posa sulle cime più alte e suggestive del Parco, sull’altipiano di Faito e sull’abitato di Vallepietra. L’Anello del Colle Campitellino inizia dall’area sosta di Fondi di Jenne (segnavia CAI nr 682).

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