Treno e Trekking del foliage: 3 itinerari sulla Vigezzina tra Italia e Svizzera

Due giorni e tre itinerari di trekking a bordo della Vigezzina - Centovalli, il trenino bianco e blu che unisce Italia e Svizzera. In autunno questa ferrovia diventa il paradiso del foliage, da ammirare dal finestrino e percorrendo tre cammini tra storia e natura.

3 novembre 2021 - 14:37

Vigezzina – Centovalli: il treno del foliage

In autunno il trenino della Vigezzina, che unisce Domodossola a Locarno, ci regala lo spettacolo delle foreste che s’infiammano dei colori di questa stagione.

E anche la meraviglia del foliage, che possiamo ammirare nelle foreste che separano l’Italia dalla Svizzera.

Viaggiando sulla vecchia ma perfettamente funzionante ferrovia, che da quasi un secolo trasporta passeggeri tra Domodossola e Locarno, comprendiamo che qualche volta l’uomo riesce a trovare un modo per entrare silenziosamente nella natura senza ferirla.

La Vigezzina ci porta a scoprire un territorio ricco di meraviglie naturali e artistiche: torrenti, montagne, borghi d’arte e antichi monasteri scorrono davanti allo sguardo dei passeggeri, lungo viadotti che entrano nelle faggete e accarezzano le rocce.

 

Vigezzina: cultura, tradizioni e natura tra Svizzera e Italia

La Ferrovia internazionale elettrica a scartamento metrico Domodossola – Locarno familiarmente chiamata Vigezzina in Italia e Centovallina in Svizzera, cominciò ad operare a partire dal 1923.

Diverse furono le ragioni che al di qua ed al di là del confine spinsero a costruire la strada ferrata. Per gli svizzeri si trattava di collegare il Canton Ticino con la Svizzera romanda e Berna.

Per gli italiani l’obiettivo era rompere il secolare isolamento della Val Vigezzo. Oggi questo straordinario percorso ha saputo rinnovarsi diventando ferrovia “turistica”, aprendo le porte della valle ad un maggior numero di visitatori.

Nonostante l’isolamento che l’ha caratterizzata, la Valle Vigezzo, con i suoi boschi, l’ambiente ora selvaggio ora idilliaco, i dolci pendii, i boschi e i panorami sulle Alpi Lepontine, ha attratto molti ritrattisti che hanno cercato di immortalarne la bellezza.

Nacque qui una scuola alpina di pittura fondata nella seconda metà dell’800 da G. M. Rossetti Valentini per insegnare gratuitamente disegno e pittura ai giovani della valle, che sfornò autori come Cavalli e Fornara.

I più celebri ritrattisti della valle furono Borgnis e Peretti. In ogni paese è visibile pittura decorativa così come nelle cappelle sui sentieri: una vera “valle dipinta”.

 

Cosa troverai in questo articolo?

In questo articolo troverai descritti due diversi tipi di itinerari.

  • Un itinerario turistico di due giorni, che prevede l’utilizzo esclusivo del treno, con soste nei borghi di principale interesse della Vigezzina – Centovalli.
  • Tre itinerari di trekking che potrai abbinare alle tappe della Vigezzina, ma che possono anche essere percorsi in autonomia.

A te la scelta e, come sempre, buon cammino!

 

L’itinerario turistico e i trekking

 

L’Itinerario turistico: Primo giorno

 

_ Domodossola: passeggiare nella storia

Prima di partire curiosiamo nella piccola Domodossola con il suo centro storico medievale perfettamente conservato. È piacevole incamminarsi sotto i portici della piazza principale, soffermandosi davanti i negozietti che si affacciano sui marciapedi.

Ogni sabato viene ospitato un mercato di antica tradizione la cui istituzione viene attribuita addirittura a Berengario (917 d.C).

Assaggiamo alcune specialità locali: il pane nero arricchito con noci, nocciole, fichi e uvetta o il celeberrimo quanto raro formaggio Bettelmatt, che arriva qui dalla Val Formazza.

 

Più oltre, nel rione Motta, un angolo di quiete nel piccolo spazio di Piazza Fontana, così chiamato per la bella fontana ottagonale.

Continuando a camminare, i Walser ci danno il benvenuto nell’attigua via Carina ornata dalle loro tipiche balconate in larice.

Poco sopra il borgo, infine, non può mancare una visita al complesso monumentale del Sacro Monte, edificato nel 1657 e oggi Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Con la vista e il palato sazi di queste piacevolezze saliamo a bordo della piccola locomotiva bianca e blu che si immerge ben presto nella natura incontaminata.

Un ardito ponte a travate metalliche sul Toce lascia alle spalle i segni della civiltà per immergerci nella natura incominata delle valli lepontine.

 

_ Dalla patria di Fra Dolcino al punto più alto della ferrovia 

La pianura di Domodossola lascia spazio a colline che si fanno ben presto montagne e che il trenino affronta con arditi tornanti. Il percorso offre uno straordinario panorama sulle montagne del Sempione.

Superata Creggio, che la leggenda vuole patria dell’eretico Fra Dolcino (il paese conserva una torre trecentesca), altri viadotti suscitano l’incanto del viaggiatore. Dal finestrino vediamo scorrere faggete, nude roccie, torrenti d’acqua cristallina.

Visto che la tappa successiva è Orcesco segnaliamo un percorso a piedi che consente di raggiungere il Santuario di Santa Maria Maggiore

Passata Orcesco (siamo a circa 800 metri) raggiungiamo la parte pianeggiante della valle, sparpagliata di piccoli paesini. Poco oltre Druogno si raggiunge invece il punto più alto prima di arrivare a Santa Maria Maggiore. Il borgo è nel bel mezzo di prati e boschi.

 

_ Crana, il paese dell’inventore dell’acqua di Colonia 

Nella vicina Crana nacque nel 1670 Giovanni Paolo Feminis: emigrato a Colonia qui creò la formula della prima acqua “odorosa” che superò ogni altra acqua precedente dello stesso tipo.

Il segreto della prodigiosa acqua fu ereditato da Giovanni Antonio Farina, che riuscì a farla giungere fino alle principali corte europee ottenendo infine il riconoscimento da Napoleone.

Dal 1782 acquisì la denominazione di “Eau de Cologne”. La composizione originale rimase sempre misteriosa.

Durante la stagione invernale la zona è nota agli appassionati di sci di fondo che usufruiscono delle bellissime piste che conducono a Malesco e Druogno.

 

_ Santa Maria Maggiore, il paese degli spazzacamini

Santa Maria Maggiore conserva ancora orgogliosamente memoria della propria storia economica e sociale, che trova uno dei suoi simboli nell’antico mestiere dello spazzacamino.

L’omonimo museo racconta la storia di questo povero mestiere e ogni prima settimana di settembre, nel paese, viene organizzato il Raduno Internazionale degli Spazzacamini, dove sfilano e si esibiscono numerose delegazioni e associazioni provenienti da tutta Europa.

La Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini conserva invece alcune preziose tele che ritraggono la valle dei pittori, immortalata dagli artisti che vedendola se ne sono innamorati.

 

_ Inizia la discesa verso la Svizzera

Riprendiamo la strada ferrata: lasciata alle nostre spalle la pianura e le suggestioni degli antichi mestieri e di una civiltà che esiste ormai solo nella memoria, cominciamo a scendere verso la Svizzera.

Oltrepassiamo Prestinone dove, grazie ad una cabinovia, è possibile raggiungere la Piana di Vigezzo, punto di partenza per escursioni nella bella stagione e centro attrezzato per sport invernali.

Raggiungiamo il piccolo paese paese di Melasco.

Non traggano in inganno le dimensioni di questo borgo.

Il paese è il principale punto d’accesso al Parco della Val Grande, noto come la più grande area “wilderness” italiana.

Proseguiamo ancora fino a raggiungere Re, a soli sette chilometri della Svizzera, che custodisce il Santuario della Madonna del Sangue, meta ogni di anno di pellegrini che vi s’inerpicano per ricordare il miracolo avvenuto nel 1494 quando un fiotto di sangue fuoriuscì da un quadro raffigurante la Madonna del latte.

Riprendiamo il trenino e avviciniamoci sempre di più al confine svizzero che, superata la stazione di Folsogno – Meis, raggiungiamo infine sul ponte di Ribellasca.

Dopo il ponte, il Canton Ticino e la strada per Locarno.

 

L’itinerario turistico: Secondo giorno

 

_ Carnedo e le Centovalli

La prima stazione oltreconfine è Carnedo che segna anche l’inizio di un tratto particolarmente spettacolare del percorso, le cosiddette Centovalli.

Fitti castagneti punteggiano piccole valli sulle quali è rapita la vista del viaggiatore, passando su viadotti in muratura che si succedono numerosissimi.

L’aria, qui, è davvero incontaminata.

Il cielo, nei giorni di sole, è terso e azzurro.

Da Palagnedra il panorama si apre sul bacino artificiale del Melezzo, fino a Verdasio, altro punto di partenza – con funivia – per escursioni sulle montagne circostanti.

 

_ Verso Locarno, sul Lago Maggiore in Svizzera

Proseguiamo ancora, con l’Italia ormai alle spalle, e sempre più affascinati dalla naturale eleganza un po’ selvaggia di queste zone.

Superato Corcapolo, la discesa si fa vertiginosa fino al paese di Intragna e superando il corso dell’Isorno ci offre un acrobatico viadotto alto più di ottanta metri.

La parte più ardita del percorso è terminata, la discesa si fa sempre più lieve, ma prima di giungere a Locarno ci regala ancora qualche memorabile sorpresa nei pressi di Ponte Brolla, costeggiando le suggestive gole del Maggia.

Locarno, con il Lago Maggiore, il ciottolato del suo bel centro storico, il Festival Internazionale del cinema sono ormai a un passo e spuntano improvvisamente fuori dopo un breve passaggio sotterraneo.

Da Locarno in funivia si può raggiungere il Santuario della Madonna del Sasso, di fine ‘500, che conserva un ricchissimo patrimonio artistico; in particolare le opere lignee sono incantevoli e tra queste assolutamente strardinario è il complesso della deposizione.

Notevole anche la pala cinquecentesca della “Fuga in Egitto” attribuita al Bramantino. Il Santuario è raggiungibile anche, come già a partire dal Seicento facevano i pellegrini, lungo un suggestivo sentiero, godendo di una vista impareggiabile sul Lago Maggiore.

 

Gli itinerari di trekking

_ 1° itinerario: trekking da Domodossola a Locarno, dall’Italia alla Svizzera

Da Domodossola, prima tappa dell’itinerario turistico e cuore del territorio ossolano, si può percorrere l’itinerario di trekking che porta a Locarno, in Svizzera. In pratica si può andare dalla stazione di partenza a quella di arrivo della Vigezzina a piedi, lungo l’antica Via del Mercato.

La Via del Mercato: trekking da Domodossola a Locarno

 

_ 2° itinerario: la Via Borromea di Santuario in Santuario

La Via Borromea collega il Santuario della Madonna della Pietà di Cannobio con il Santuario della Madonna di Re, passando attraverso gli angoli più suggestivi della Valle Cannobina.

Trekking sulla Via Borromea: da Cannobio a Re

 

_ 3° itinerario: dal Lago Maggiore alla Val Vigezzo attraverso la Val Grande

Il Lago Maggiore e la Val Vigezzo sono collegate da sempre attraverso innumerevoli sentieri, che hanno fatto da tramite di cultura, civiltà e commerci.

Con questo itinerario si cammina attraverso la natura incontaminata della Val Grande

Dal Lago Maggiore alla Val Vigezzo attraverso la Val Grande

 

Come arrivare a Domodossola (VB)

In auto: da Milano, autostrada dei Laghi A8, direzione Varese – Gravellona Toce.
In treno: da Milano, linea Milano – Domodossola, stazione ferroviaria di Domodossola.

Notizie Utili

Tutte le informazioni necessarie per organizzare il viaggio sulla Vigezzina sono reperibili sul sito ufficiale della ferrovia.

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