Gran Sasso: l’Olimpo dell’Appennino

Una entusiasmante traversata lungo il Gran Sasso che si erge con le sue ardite pareti rocciose, irte e spigolose, verso un cielo quasi sempre terso.

18 luglio 2020 - 16:03

Il percorso attraversa, da nord a sud, l’altitudine più elevata di tutta la catena dell’Appennino, i 2912 metri del Corno Grande.

L’esplorazione geografica di questa montagna ebbe inizio nell’agosto del 1573 ad opera dell’ingegnere militare, il capitano bolognese Francesco de Marchi maestro d’arte in fortificazioni, che così descrisse l’avventurosa scalata:

In compagnia di due cacciatori di camoccie locali… Fino al detto Campo Priviti (Pericoli) e qui cominciassimo à considerare per dove noi potevamo andare alla cima di quell’asprissimo monte. Per certe vene di sassi, cosa orrenda d’andarvi. Ora noi arrivammo con grandissima fatica e ci ponemmo cinque ore e un quarto a montare sul detto monte con tutta la sollecitudine che noi potessimo fare. Quand’io fui sopra la sommità, mirando all’intorno, pareva che io fossi in aria, perché tutti gli altissimi Monti che gli sono appresso erano molto più bassi di questo.

Una strada usata da secoli dai pastori transumanti, un sicuro punto di riferimento per le lunghe traversate con le greggi che dalle terre apule risalivano agli altipiani erbosi di Campo Imperatore, un viaggio corale con cui migliaia di pastori portavano a svernare il proprio bestiame fino al Tavoliere per poi far ritorno nuovamente tra le montagne.

Quello che incanta è soprattutto l’altopiano centrale ai piedi del Corno Grande: Campo Imperatore, una immensa distesa erbosa che ricopre una fossa tettonica risalente al Pleistocene, quando era probabilmente occupata dalle acque di un lago.

Questa distesa ha uno sviluppo di circa 30 chilometri per una larghezza di 7 , e nella buona stagione – ancora oggi – offre pascoli per migliaia di pecore. Nel corso degli ultimi decenni, è servita da scenografia a numerose pellicole cinematografiche.

Sua Maestà il Gran Sasso

Il massiccio del Gran Sasso che, con i suoi 2912 metri culmina nella vetta del Corno Grande, risulta essere la massima elevazione di tutta la catena appenninica.

I suoi ambienti presentano aspetti geo-morfologici tipici del paesaggio alpino, con cime spigolose, circhi d’origine glaciale, alte e precipiti pareti a picco con guglie, pinnacoli e diedri che si alternano a creste frastagliate.

Questo massiccio domina un ampio orizzonte, tanto che nelle giornate terse la vista dal Corno Grande spazia come un immenso abbraccio da levante a ponente, tra il mar Adriatico e il mar Tirreno.

Il Gran Sasso emerse dalle acque oltre 6 milioni di anni fa come un’unica ossatura formata da rocce di natura carbonatica (dolomie e calcari), trasformate nel corso dei millenni da profonde lacerazioni d’origine carsica che hanno dato origine a numerose cavità sotterranee nell’ambiente ipogeo, doline e conoidi di deiezione in superficie.

Il fenomeno del glacialismo è ben rappresentato dal minuscolo ghiacciaio del Calderone, l’unico dell’Appennino e il più a sud del continente europeo; sul versante nord, sotto la vetta del Corno Grande, durante gli ultimi decenni si è considerevolmente ridotto, registrando circa 50 platee glaciali e numerosi depositi morenici.

La vetta di ponente del Corno Grande risulta essere un suggestivo belvedere con panorami che si perdono all’infinito.

Informazioni utili

_ Stazione superiore della funivia del Gran Sasso – Tel. 0862.410510
_ Osservatorio Astronomico di Campo Imperatore – Tel. 0862.413068
_ Associazione Operatori Turistici Parco Nazionale Gran Sasso – Monti della Laga – Tel. 0861.959612
_ Centro informazioni del Parco – Tel. 0861.959619
_ Scuola di Montagna “Abruzzo Mountain Guides” – Tel. 333.4641421 – 333.2601529
_ Numero Verde del Soccorso Alpino e Speleologico della Regione Abruzzo – 800.258239

Leggi anche l’Itinerario: Corno Grande, il Re degli Appennini

 

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