Indonesia, nella terra dei vulcani: dalla metropoli alle montagne

Un viaggio alla scoperta del paese con la più alta densità di vulcani al mondo.

15 novembre 2020 - 3:48

Il dubbio è in bici o in cammino. La positiva esperienza del mio ultimo viaggio in bici in Madagascar mi farebbe optare per la prima ipotesi ma le poche testimonianze che sono riuscito a trovare in qualche blog ciclistico non sono tanto positive.

Dopo qualche riunione coi miei compagni di viaggio si decide, abbandoniamo l’idea della bici e si parte per un viaggio in punta di… scarponi! La meta? Un posto che sogno di visitare da parecchio tempo: l’Indonesia, la terra con la più alta densità di vulcani al mondo.

Il gruppo sembra il titolo di una barzelletta: “Tre Siciliani e un Valdostano”. Io e mio cugino Davide (entrambi guide vulcanologiche), Cristiano (un maestro di sci siciliano), e Matteo (guida alpina valdostana).

Dalla metropoli alla montagna

Quando arriviamo a Jakarta ci rendiamo conto del perché venga considerata una delle città peggiori al mondo: un caos totale!

Migliaia di motorini che sfrecciano all’impazzata, rumori assordanti e un’umidità che sembra di essere nella foresta amazzonica.

Fortunatamente il giorno dopo stiamo già fuggendo dalla capitale a bordo di un treno che ci porterà a Yogyakarta, capitale culturale dell’Indonesia.

Dal finestrino del treno gli enormi grattacieli e le baraccopoli di Jakarta lasciano spazio a risaie iridescenti e villaggi con le case rivestite di mattonelle di terracotta, e finalmente la sagoma di qualche vulcano in lontananza.

Tra templi, risaie e crateri

Arrivati a Yogyakarta decidiamo comunque di provare l’esperienza della bici e di visitare il vicino tempio hindu di Prambanan in sella a una due ruote, ma dopo qualche pedalata capiamo perché l’Indonesia non viene considerata un paese facilmente visitabile in bicicletta: strade piene di buche, guidatori spericolati, bambini, buoi e polli che attraversano le strade all’improvviso.

Il nostro primo vulcano indonesiano è il Merapi, considerato dai vulcanologi uno dei vulcani più esplosivi e pericolosi al mondo: durante la sua ultima eruzione esattamente un anno fa sono morte circa 40 persone a causa di una colata piroclastica.

La sua attività principale è infatti caratterizzata da enormi nubi ardenti che possono raggiungere anche i 200 chilometri orari, insomma un vulcano alquanto “irascibile”!

Si parte alle 2 del mattino e dopo 3 ore di ripida salita ci godiamo l’alba dalla cima del cratere: il paesaggio è alquanto suggestivo ma la sensazione di respirare i gas del temibile Merapi mi fa venire la pelle d’oca.

Dopo il treno e la bicicletta decidiamo di spostarci in bus verso il nostro prossimo vulcano, 10 infinite ore in un autobus sprovvisto di aria condizionata ci portano a Cemoro Lawang, un tranquillo paesino di montagna ai piedi del monte Bromo.

Il Gunung Bromo è sicuramente più facile da scalare del Merapi ma il paesaggio è altrettanto suggestivo: si trova dentro la caldera del Tengger, un enorme anfiteatro vulcanico di 19 chilometri di diametro al cui interno si trovano il Bromo, il Batok e il Semeru (uno dei vulcani più attivi dell’Indonesia).

Il paesaggio che si gode dalla cima all’alba è incredibile: un mare di nuvole copre la caldera da cui emergono soltanto i tre fumanti crateri. La scena ha qualcosa di soprannaturale, sembra di guardare un dipinto più che un paesaggio reale.

Appunti di viaggio…

La maggior parte dei vulcani indonesiani si concentra nell’isola di Sumatra, Java e Sulawesi. Molti crateri sono attivi e molto esplosivi.

Merapi: Il Gunung Merapi (letteralmente montagna di fuoco) è uno dei vulcani più esplosivi e pericolosi al mondo, ma nonostante le numerose eruzioni che hanno causato la morte di diverse persone e l’evacuazione di migliaia di persone i dintorni del vulcano sono densamente abitati.

Il punto migliore di partenza per l’ascensione al Merapi è il paesino di Selo. Da qui un ripido sentierino in circa 4 ore porta ai 2911 metrti della cima (1100 metri di dislivello, 6-7 ore di cammino).

La prima parte del sentiero sale dentro il bosco fino a quota 2500, e da qui non esiste un vero sentiero ma si sale su detriti vulcanici fino alla cima.

Vista l’assenza di segnaletica e la pericolosità del vulcano è consigliato avvalersi di una guida locale che si può contattare direttamente al villaggio di Selo.

Bromo: questo vulcano è una delle maggiori attrazioni di tutta l’Indonesia.

L’enorme caldera del Tengger da dove fueriscono il Bromo, il Batok, il Kursi e il fumante cono del Semeru ha un qualcosa di soprannaturale. Il punto base per le escursioni al Bromo è il paese di Cemoro Lawang.

La migliore visione della caldera del Bromo si ha dal vicino Gunung Penanjakan (2770 metri), conviene partire dal paese verso le 4 del mattino per riuscire a vedere il vulcano alle prime luci dell’alba (1000 metri di dislivello, 3-4 ore di cammino).

Dopo essere saliti sul Penanjakan si può scendere nella caldera, camminare dentro il Laotian Pasir (mare di sabbia) e salire i 235 scalini che portano in cima al Bromo. Da Cemoro Lawang partono anche trekking che in 2-3 giorni portano in cima al Semeru (uno dei vulcani più attivi dell’Indonesia).

Leggi anche gli altri reportage sull’Indonesia:

Indonesia: i paesaggi senza tempo di Java

Indonesia: Bali e il Gunung Rinjani

 

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Dolomiti d’inverno: con le ciaspole tra le montagne incantate

Prendiamoci cura dello scarpone: Le 4 regole da seguire

La Via del Sale: un percorso sulla cresta dell’Appennino Ligure