Via Francigena: tutte le tappe e quello che bisogna sapere

2 maggio 2020 - 18:05

I simboli del pellegrinaggio

Il pellegrino affrontava il lungo viaggio verso il sepolcro di San Pietro portando con se l’essenziale: i calzari, un ruvido mantello chiamato “sanrocchino” ( “schiavina” o anche “pellegrina”), il “petaso” (un copricapo a larghe tese legato sotto al mento), il “bordone” (un solido e nodoso bastone con punta ferrata, divenuto simbolo del viaggiare a piedi) e la scarsella (una borsa di pelle gettata sulle spalle).

Il fedele, povero e penitente, portava sull’abito, solennemente benedetto, i simboli del movimento dello spirito: la “conchiglia” se si era recato in preghiera sulle reliquie di San Giacomo di Santiago di Compostela, la “palma” se aveva affrontato il viaggio più lungo, al Santo Sepolcro in Terrasanta.

Emblema del pellegrinaggio a Roma erano gli “scapolari”, strisce di panno aperte al centro per lasciare passare la testa e pendenti al petto e sulla schiena; le “pazienze” piccoli quadrati di stoffa benedetta sistemati al petto e sulla schiena; i “quadrangulae”, piccoli rilievi di piombo che recavano impressi i santi Pietro e Paolo.

Altre figure che testimoniavano il viaggio all’altera Jerusalem erano le chiavi decussate sormontate dal Triregno, il Crocifisso o il Sudario della Veronica.

Quest’ultima, simile alla Sacra Sindone, divenne un’importante immagine di venerazione, motivo che indusse gli ecclesiastici di Roma a trasferirla dall’oratorio di Santa Maria “al Presepe” alla Basilica di San Pietro. Anche il Volto Santo, considerato la vera effigie del Crocifisso, era una importante reliquia cristiana custodita a Lucca dopo essere stata miracolosamente rinvenuta a Luni (tappa ligure della Francigena).

Est!! Est!! Est!!

Percorrere i Cammini del Lazio significa anche scoprire i vini regionali. Fra i tanti ce n’è uno il cui nome è leggenda: il bianco DOC Est!! Est!! Est!! di Montefiascone. Si narra, infatti, che il vescovo Johannes Defuk, in viaggio verso Roma nel 1111, si facesse precedere da un coppiere addetto alla ricerca dei vini migliori.

Ad ogni incontro con un vino degno del vescovo, il servo “griffava” la porta della cantina con quello che è forse il primo marchio di qualità della storia: “Est”, ovvero: “C’è”. Tale fu l’entusiasmo per il bianco di Montefiascone che lì il messo lascò un triplo “Est” con tanto di punti esclamativi: Est!! Est!! Est!!

La bisaccia del pellegrino

Lanciato alla ribalta internazionale in occasione di Expo 2015, “La bisaccia del pellegrino” è il marchio che identifica le specialità alimentari tradizionali che posseggono quelle caratteristiche indispensabili del cibo per chi cammina quali: produzione tipica locale, adeguatezza al consumo degli escursionisti, leggerezza, conservabilità, naturalità, alto valore energetico e ottime caratteristiche sensoriali. Per saperne di più visitate il sito: www.bisaccia.viefrancigene.org

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