Lapponia finlandese: i colori del bianco

Gli occhi, lontani dal brulichio delle città, riescono a cogliere nuove sfumature, nell’aria si percepisce un odore freddo, di neve e boschi, mentre l’udito reagisce al minimo soffice tonfo sul manto candido.

4 gennaio 2021 - 2:48

Difficile provare una sensazione di sintonia con l’ambiente più intensa di quella che avvolge l’escursionista tra le abetaie della Finlandia, ciaspole ai piedi e mappa nello zaino: qualcuno ne rimane sopraffatto, si sente isolato e lontano da tutto, altri si innamorano.

Questo è un luogo dove niente si frappone fra la magnificenza della Natura e chi le si avvicina: la prudenza è consigliata, il rispetto dovuto.

La neve ricopre tutto come una glassa lucente, i boschi maestosi così come la superficie gelata dei laghi, in una sinfonia di tonalità che fa desiderare di avere più termini per descrivere il colore “bianco”, che non è mai uguale; le sue gradazioni scandiscono le ore del giorno.

La Lapponia si sveglia tinta di rosa: l’alba, che arriva relativamente tardi, colora le infinite pianure e i tracciati dei percorsi escursionistici coperti di neve sempre fresca e soffice di tonalità calde e dolci.

È accompagnati dai raggi dell’aurora che si parte in escursione, sempre ben equipaggiati perché i punti d’appoggio sono davvero pochi: non è raro completare un trekking di molte ore senza aver incontrato altri esseri viventi oltre alle renne e agli uccelli dei boschi.

Lentamente, la luce vira al gelido grigio delle ore centrali della giornata, con il sole che indugia al limitare dell’orizzonte come un faro per i viaggiatori.

Le foreste brulicano di vita segreta, non è difficile imbattersi in mandrie di renne che risalgono con inaspettata agilità i dolci pendii nevosi appena giudicano che ci si avvicina troppo.

Molto presto, e repentinamente, giunge poi l’ora azzurra, quando il sole, dopo infiniti tentennamenti, scende per lasciare il posto alla notte, che d’inverno domina in Lapponia.

I contorni si accendono allora di un’aura quasi celeste, che si trasforma poi nel violetto sempre più cupo dell’imbrunire. E pensare che c’è chi sostiene che la neve sia bianca!

Una tutela che è un modo di essere

Sono otto i Parchi Nazionali della Lapponia finlandese. Certamente da non perdere sono l’Urho Kekkonen Kansallispuisto (“Parco Nazionale”), che comprende il lago di Inari e si estende su un’area molto vasta, in prevalenza pianeggiante, e il Pyhä-Luosto, più a sud, più raccolto ma con panorami e scorci che si possono immaginare solo nei sogni, tra cascate ghiacciate, gole, strapiombi e formazioni rocciose di grande interesse geologico.

Le possibilità che si aprono agli amanti degli sport invernali si moltiplicano: oltre alle ciaspole, soluzione perfetta per vivere appieno l’emozione di immergersi nell’atmosfera wilderness.

E’ possibile praticare lo sci di fondo, lo sci da discesa (sebbene i rilievi siano ben diversi da quelli alpini) e divertirsi con escursioni in slitta e motoslitta, avendo cura di non uscire dai percorsi segnalati in modo da ridurre al minimo l’impatto su un ecosistema estremamente delicato.

Lasciando le prime orme sulla distesa immacolata dei sentieri, è doveroso ricordare che l’antichissimo popolo dei Sami ha una cultura millenaria di rispetto e amore per la natura: la sua origine deriva dalla credenza che tutti gli esseri, animati o no, abbiano un’anima che si tramanda, e che nulla debba essere disturbato senza una buona ragione.

E nella pace del bosco, cullati dal suono della neve intatta che scricchiola al nostro passaggio, diventa inevitabile condividere questo pensiero.

 

I Sami

Spesso confusi con i lapponi, i Sami sono un’etnia ben definita, che vive nelle regioni più settentrionali di Russia, Svezia, Norvegia e Finlandia.

Tradizionalmente allevatori di renne, si spostavano secondo le esigenze di pascolo delle mandrie, e da questi animali riuscivano a ricavare tutto il necessario: abiti, calzature e coperture per le tende dalle pelli, cibo dalle carni e utensili da corna e ossa.


Legati indissolubilmente alla terra che abitavano, veneravano la Madre Terra e il dio del tuono.

Oggi sono diventati stanziali, mantengono la propria identità culturale ed hanno i propri rappresentanti nei parlamenti nazionali.

Per scoprire qualcosa di più della loro cultura a Inari il Museo Siida, oltre ad esporre utensili e costumi tradizionali, offre nel giardino esterno ricostruzioni delle tipiche abitazioni di questo popolo.

Gli itinerari consigliati:

Finlandia con le ciaspole: l’anello di Pyhä-Luosto

Finlandia con le ciaspole: il bacino di Inari

 

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