Lapponia finlandese: i colori del bianco

18 marzo 2020 - 2:48

I sensi si affinano, nel Grande Nord

Gli occhi, lontani dal brulichio delle città, riescono a cogliere nuove sfumature, nell’aria si percepisce un odore freddo, di neve e boschi, mentre l’udito reagisce al minimo soffice tonfo sul manto candido.

Difficile provare una sensazione di sintonia con l’ambiente più intensa di quella che avvolge l’escursionista tra le abetaie della Finlandia, ciaspole ai piedi e mappa nello zaino: qualcuno ne rimane sopraffatto, si sente isolato e lontano da tutto, altri si innamorano. Questo è un luogo dove niente si frappone fra la magnificenza della Natura e chi le si avvicina: la prudenza è consigliata, il rispetto dovuto.

La neve ricopre tutto come una glassa lucente, i boschi maestosi così come la superficie gelata dei laghi, in una sinfonia di tonalità che fa desiderare di avere più termini per descrivere il colore “bianco”, che non è mai uguale; le sue gradazioni scandiscono le ore del giorno.

La Lapponia si sveglia tinta di rosa: l’alba, che arriva relativamente tardi, colora le infinite pianure e i tracciati dei percorsi escursionistici coperti di neve sempre fresca e soffice di tonalità calde e dolci. È accompagnati dai raggi dell’aurora che si parte in escursione, sempre ben equipaggiati perché i punti d’appoggio sono davvero pochi: non è raro completare un trekking di molte ore senza aver incontrato altri esseri viventi oltre alle renne e agli uccelli dei boschi.

Lentamente, la luce vira al gelido grigio delle ore centrali della giornata, con il sole che indugia al limitare dell’orizzonte come un faro per i viaggiatori; le foreste brulicano di vita segreta, non è difficile imbattersi in mandrie di renne che risalgono con inaspettata agilità i dolci pendii nevosi appena giudicano che ci si avvicina troppo.

Molto presto, e repentinamente, giunge poi l’ora azzurra, quando il sole, dopo infiniti tentennamenti, scende per lasciare il posto alla notte, che d’inverno domina in Lapponia.

I contorni si accendono allora di un’aura quasi celeste, che si trasforma poi nel violetto sempre più cupo dell’imbrunire. E pensare che c’è chi sostiene che la neve sia bianca!

Una tutela che è un modo di essere

Sono otto i Parchi Nazionali della Lapponia finlandese. Certamente da non perdere sono l’Urho Kekkonen Kansallispuisto (“Parco Nazionale”), che comprende il lago di Inari e si estende su un’area molto vasta, in prevalenza pianeggiante, e il Pyhä-Luosto, più a sud, più raccolto ma con panorami e scorci che si possono immaginare solo nei sogni, tra cascate ghiacciate, gole, strapiombi e formazioni rocciose di grande interesse geologico.

Le possibilità che si aprono agli amanti degli sport invernali si moltiplicano: oltre alle ciaspole, soluzione perfetta per vivere appieno l’emozione di immergersi nell’atmosfera wilderness, è possibile praticare lo sci di fondo, lo sci da discesa (sebbene i rilievi siano ben diversi da quelli alpini) e divertirsi con escursioni in slitta e motoslitta, avendo cura di non uscire dai percorsi segnalati in modo da ridurre al minimo l’impatto su un ecosistema estremamente delicato.

Lasciando le prime orme sulla distesa immacolata dei sentieri, è doveroso ricordare che l’antichissimo popolo dei Sami ha una cultura millenaria di rispetto e amore per la natura: la sua origine deriva dalla credenza che tutti gli esseri, animati o no, abbiano un’anima che si tramanda, e che nulla debba essere disturbato senza una buona ragione.

E nella pace del bosco, cullati dal suono della neve intatta che scricchiola al nostro passaggio, diventa inevitabile condividere questo pensiero.

 

I Sami 

Spesso confusi con i lapponi, i Sami sono un’etnia ben definita, che vive nelle regioni più settentrionali di Russia, Svezia, Norvegia e Finlandia. Tradizionalmente allevatori di renne, si spostavano secondo le esigenze di pascolo delle mandrie, e da questi animali riuscivano a ricavare tutto il necessario: abiti, calzature e coperture per le tende dalle pelli, cibo dalle carni e utensili da corna e ossa.

Legati indissolubilmente alla terra che abitavano, veneravano la Madre Terra e il dio del tuono.

Oggi sono diventati stanziali, mantengono la propria identità culturale ed hanno i propri rappresentanti nei parlamenti nazionali. Per scoprire qualcosa di più della loro cultura a Inari il Museo Siida, oltre ad esporre utensili e costumi tradizionali, offre nel giardino esterno ricostruzioni delle tipiche abitazioni di questo popolo.

GLI ITINERARI PER SCOPRIRE QUESTI LUOGHI:

Finlandia con le ciaspole: l’anello di Pyhä-Luosto

Finlandia con le ciaspole: il bacino di Inari

 

IL REPORTAGE E’ DI:
Elisa Patrone e Fabio Dagnino

 

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