Monti Sibillini: elogio delle lentezza!

Per assaporare al meglio la magia dei Sibillini occorre sintonizzarsi con i ritmi lenti di questa terra antica. Il modo più appropriato per farlo è ripercorrere gli antichi sentieri, camminare col passo dei viandanti di un tempo, ascoltare i racconti del vento pedalando sulle piste sterrate o lungo affascinanti strade poco trafficate.

15 giugno 2020 - 15:12

A piedi si muovevano un tempo i pastori, accompagnando le loro greggi sulle vie delle transumanza fra gli alti pascoli dei Sibillini.

A piedi salivano i mietitori dalle terre adriatiche, diretti verso gli altopiani, nella migrazione stagionale dettata dei ritmi della maturazione del grano.

A piedi si spostavano i monaci seguaci di San Benedetto, che, prima su questi monti d’Appennino e, un poco alla volta, sui colli e fra le pianure di un intero continente, edificarono i loro eremi e monasteri, nutrendo con la linfa del lavoro, della cultura e della spiritualità le radici comuni dell’Europa.

Su piedi caprini di dice che, in certe notti incantate, danzino ancora oggi fra le pietre dei sentieri le creature del misterioso regno della regina Sibilla.

Sono la storia stessa e la leggenda dei Monti Sibillini, oltre alle loro caratteristiche naturalistiche e morfologiche, a invitarci a mettere lo zaino in spalla e le scarpe da montagna ai piedi per cominciare il viaggio alla scoperta dei volti più autentici dell’Appennino unbro-marchigiano.

Negli anni il Parco Nazionale ha sviluppato una rete escursionistica che si estende per centinaia di chilometri e consente a ciascuno di vivere questa piccola grande avventura scegliendo, fra gli svariati itinerari proposti, quelli più consoni alla stagione, ai propri gusti, alle proprie aspettative e alle proprie gambe.

Il Grande Anello dei Sibillini: alla scoperta dei 4 versanti del Parco

Per gli appassionati di trekking e percorsi di lunga percorrenza il Grande Anello dei Sibillini rappresenta sicuramente una proposta imperdibile. L’itinerario si snoda per ben 124 chilometri percorribili in 9 tappe giornaliere, con partenza e ritorno a Visso.

L’andamento circolare del trekking è ideale per conoscere, un passo dopo l’altro, i quattro versanti del Parco e i loro diversi ambienti.

I sentieri su cui si svolgono le diverse tappe – identificabili grazie al segnavia col simbolo della “G” e alle apposite bacheche e segnaletica verticale e orizzontale – hanno i loro punti di partenza e arrivo nei centri abitati delle diverse frazioni e borghi del territorio e spesso si dipanano a quote intermedie. in quegli ambienti dove la presenza dell’uomo si integra e si armonizza da sempre con lo splendido ambiente naturale dell’Appennino.

I danni che tanti monumenti e abitazioni hanno subito in seguito al sisma del 2016, non sono riusciti in verità ad intaccare la bellezza e il fascino di questi panorami, dove il profilo dei paesi con le loro antiche case si staglia ancora sulla cima dei colli, o fra il ricamo dei campi e dei boschi, al cospetto delle alte vette che spesso superano i 2000 metri di quota.

Qualche problema in più, invece, l’ha subito la ricettività lungo l’itinerario: alcuni dei rifugi escursionistici che il Parco Nazionale aveva allestito come posti tappa lungo il trekking, ricavati dalla ristrutturazione di edifici già esistenti, purtroppo non sono attualmente fruibili.

Sul portale dell’ente, nelle pagine dedicate al Grande Anello, si trovano le informazioni e i consigli per le soluzioni alternative, che consentono di completare il percorso in tutte le sue tappe.

 

La rete dei sentieri: un’immersione nella natura del Parco

Se il Grande Anello è un abbraccio con cui si può cogliere nell’insieme l’essenza del territorio nella sua alternanza ed equilibrio fra uomo e natura, i 17 itinerari escursionistici proposti dal Parco sono una vera e propria immersione nell’anima più selvaggia dei Sibillini.

I percorsi, infatti, ricalcano spesso gli antichi sentieri della transumanza, che, dalle pendici delle montagne, portano fino alle quote più alte, verso quelle praterie primarie dove un tempo le greggi trovavano il loro ideale pascolo estivo.

Oggi, assieme alle aree boschive inferiori, sono il rifugio e il regno di tanti rari endemismi botanici e delle più elusive e affascinanti specie animali, come il gatto selvatico, il cervo, il camoscio d’appennino, il lupo e l’aquila reale.

Anche questi itinerari sono identificati dalla segnaletica del parco (lettera E seguita da un numero) e la loro manutenzione è attentamente monitorata.

Anche in questo caso alcuni itinerari non sono al momento percorribili, altri presentano brevi tratti chiusi o da affrontare grazie a percorsi alternativi. Sul portale del Parco sono comunque disponibili informazioni costantemente aggiornate sulla fruibilità.

Il Grande Anello e gli itinerari giornalieri sono sicuramente una proposta adatta e allettante per gli escursionisti più esperti e preparati, ma, nel comprensorio dei Sibillini, non mancano le opportunità per godere l’incontro con la natura, la storia e la bellezza, anche per chi è meno avvezzo alle lunghe camminate, o semplicemente ha meno tempo a disposizione per la propria visita.

Il Parco, infatti, ha individuato e segnalato ben 18 sentieri natura, ovvero percorsi facili e di breve sviluppo, che spesso partono dai borghi o dalle loro immediate vicinanze e, nel loro articolarsi, consentono la conoscenza di specifiche realtà e caratteristiche del territorio.

Così, ad esempio, il sentiero natura di Valfornace diviene l’occasione per conoscere il paesaggio e le tradizioni agricole, quello di Amandola è un esempio dell’equilibrio possibile fra uomo e natura, a Preci il percorso riporta sui passi di eremiti, frati ed eretici, a Bolognola si può spiare la vita quotidiana del camoscio, da poco tornato a popolare i Sibillini, mentre a San Ginesio ci si immerge nel silenzio incantato che solo gli antichi boschi di faggi possono regalare.

Davvero speciali sono i due sentieri natura di Fiastra e di Arquata del Tronto.

Il primo, che costeggia la riva del lago del Fiastrone, presenta un tratto pianeggiante di circa un chilometro il cui fondo è realizzato con materiale ecocompatibile percorribile anche con passeggini e sedie a ruote.

Ad Arquata, invece, il sentiero si trova a 1400 metri di quota, nella località Forca di Presta. Anch’esso accessibile a persone con difficoltà motorie, offre una splendida vista su parte dei Piani di Castelluccio e i Monti della Laga.

 

Informazioni utili:

_ Il sito turistico della Regione Marche.

_ Il sito per il turismo outdoor della Regione Marche.

_ Il sito del Parco Nazionale dei Monti Sibillini

 

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