Pasturs: un progetto di convivenza tra pastori, orsi e lupi

18 marzo 2020 - 4:16
In apertura: un gregge di pecore presso la Malga Miller. Foto di Apollonio Tottoli

“Facilitare la convivenza tra grandi carnivori e pastori sulle Alpi Orobie Bergamasche”. È con questa frase tanto concisa quanto chiara che si presenta l’iniziativa Pasturs sul proprio sito web.

Questo progetto, attivato nel febbraio 2016 e coordinato dalla Onlus Eliante con il partenariato di Parco Orobie Bergamasche e WWF Bergamo-Brescia, nasce per dimostrare che una convivenza pacifica tra predatori delle Alpi, greggi e pastori sia possibile e anzi auspicabile. L’iniziativa parte difatti dal presupposto che orsi e lupi siano parte integrante del prezioso equilibrio faunistico alpino, e che quindi la loro presenza sulle montagne della bergamasca vada tollerata e non contrastata con la forza.

Per questo motivo Pasturs rigetta un approccio aggressivo nei confronti dei carnivori che spesso mettono a rischio la sopravvivenza dei capi di bestiame degli allevatori, e sposa invece una progettualità legata alla prevenzione. Dopo un lungo periodo di assenza dall’arco alpino, i lupi sono tornati a ripopolare le montagne del Nord Italia a partire dalla metà degli anni Ottanta, mentre per quanto riguarda gli orsi il numero è aumentato a partire dagli anni Novanta, soprattutto grazie alle migrazioni di alcuni esemplari provenienti dalla Slovenia. In entrambi i casi, l’aggressione e uccisione di alcuni capi di bestiame, ha fatto sì che si diffondesse un crescente allarmismo tra le comunità alpine, impaurite dall’azione di questi predatori. Ed è proprio in questo contesto che si vuole inserire l’azione di Pasturs.

L’iniziativa – cofinanziata dalla Fondazione Cariplo – formerà dunque gruppi di volontari che andranno ad aiutare sul posto i pastori durante la stagione di alpeggio, coadiuvandoli soprattutto nella sorveglianza notturna delle greggi. Il progetto fornirà anche recinzioni e cani da pastore agli allevatori che ne faranno richiesta (i primi due cuccioli di pastore abruzzese sono arrivati proprio in questi giorni a due pastori di Schipario). Sono 50 i posti disponibili per chi vuole cimentarsi in questa tipologia di volontariato ad alta quota, per passare da un minimo di una settimana ad un massimo di tre mesi a fianco dei pastori.

In questa maniera i volontari danno pratica delle competenze acquisite e i pastori mettono a disposizione le proprie esperienze nel mondo della pastorizia d’alta quota. L’obbiettivo è dunque una diminuzione dei conflitti tra allevatori, greggi e predatori, insieme alla riduzione del rischio di estinzione per questi ultimi. Infine, questa azione di prevenzione andrà a favorire ulteriormente l’allevamento della pecora bergamasca, attività tradizionale molto importante per l’economia locale.

Un sistema Win-Win dunque, in cui ogni anello della catena trae dei benefici senza dover pagare nessun costo salato.

Per maggior informazioni: www.pasturs.org

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